Un francobollo per il nuovo sindaco

Paolo Lucchi nuovo sindaco di Cesena, con il 51,86 % di consensi.

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E’ il momento per me di esprimere considerazioni personali, cosa che ho accuratamente evitato di fare prima del risultato elettorale, perché non volevo in alcun modo influenzare i miei lettori, ne venire tacciata di favoritismi. Non volevo fosse messa in discussione la massima imparzialità che ho sempre cercato di mettere nei miei articoli sul Corriere. Credo che dovere di un buon giornalista, o aspirante tale, sia fornire ai cittadini le informazioni, epurate da qualsivoglia opinione, in modo che siano loro autonomamente a decidere da quale parte collocarsi. Questo però non significa che io non abbia avuto, e che non continuerò a nutrire, simpatie o antipatie nei confronti dei nostri rappresentanti.

Sono veramente contenta di questa vittoria. E non perché io sia legata al “partito di potere” della città, come qualcuno aveva ironizzato di recente. Semplicemente perché in tutti questi mesi ho seguito la campagna elettorale da vicino, anzi appiccicandomici come un francobollo, e Paolo è il candidato che più mi ha convinto, per programma, impegno e capacità. Seguire le conferenze stampa di presentazione, tutti i dibattiti televisivi in diretta negli studi, le assemblee pubbliche, gli incontri con i personaggi del panorama regionale e nazionale, oltre che essere una palestra non indifferente per il mio futuro professionale, mi ha permesso di delineare un’immagine nitida di ognuno degli otto contendenti (numero tra parentesi veramente troppo alto, questi mesi sono stati estenuanti, districarsi non è stato semplice. Per fortuna non siamo arrivati al ballottaggio, è un sollievo enorme, altre due settimane così non so quanto saremmo riusciti a reggerle).

Certo, in campagna elettorale si fanno molte promesse, e adesso infatti inizia per Lucchi il vero lavoro. Si insedia in un periodo non facile, la crisi economica sarà il primo punto su cui operare, in quell’attenzione al sociale che è stato suo caposaldo in questi mesi. E dovrà continuare, anzi incrementare, il dialogo con i cesenati, ricordando sempre che è su quella poltrona grazie a loro, e per loro dovrà agire. Io persisterò nell’ essere un piccolo francobollo, per controllare che la mia adorata Cesena prosperi e non regredisca.

E passiamo ora al nuovo consiglio comunale. Grande assente sarà Davide Fabbri, il gruppo dei Verdi non ha raggiunto la soglia necessaria. A causa principalmente della lista di Grillo, che avrà un seggio: Natascia Guiduzzi siederà perciò nella sala. Tutto quel che penso della lista suddetta potete trovarlo in un post su APOcolocyntosis, l’autore ha espresso esattamente quel che volevo dire, quindi preferisco leggiate il suo commento. Ad ogni modo concederò loro il beneficio del dubbio, confidando che l’entusiasmo iniziale non sia stato solo un fuoco fatuo.

Altro assente sarà Stefano Angeli, uscito dal Pdl decidendo di correre da solo, con la lista Libertà e Futuro. Innegabile la costanza e l’impegno che ha dedicato anche lui in questa campagna, ed è la prova vivente di come spesso i social network e i risultati dei sondaggi online possano trarre in inganno. Ci si dimentica di quanto le persone nel virtuale si comportino spesso in maniera opposta rispetto al reale, e ci si dimentica che gli internauti non rappresentano un campione sufficiente di elettori per poter considerare attendibili i sondaggi.

Al Pd andranno 16 poltrone: i primi eletti, a meno che qualcuno di loro non venga nominato in Giunta (e il toto-assessori è già partito) sono: Rita Ricci, Pierpaolo Turchi, Enzo Lattuca, Marco Venturi, Andrea Pullini, Fabrizio Landi, Silvia D’Altri, Matteo Marchi, Alen Balzoni, Marco Macchini, Enrico Panzavolta, Valeria Bandini, Mara Biguzzi, Matteo Brighi, Luciano Piazza, Alice Biondi. 1 per Italia dei valori: Ivan Piraccini. 1 per Sinistra per Cesena: Elena Baredi. 6 al Pdl: Italo Macori, poi Tommaso Marcatelli, Riccardo Cappelli, Domenico Formica, Gustavo Baronio, Giuseppe Manzo. 2 al Pri: Luigi di Placido e Luca Ferrini. 2 per la Lega: Antonella Celletti, e non so se Manuel Falzaresi o Diego Franchini, dato che sono a pari preferenze. Presumo che Falzaresi abdicherà in favore del segretario. 1 all’Udc: Antonio Prati.

Conosco già molti di loro, ma non mi esprimo, qui attenderò di seguire le prime commissioni e naturalmente i primi consigli. Direi che dopo queste considerazioni andrò ora in cartoleria a far incetta di colla. 

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