Traduttori e madrilingua

La scorsa settimana, seduta al bar insieme ad alcune nuove conoscenze maschili, chiacchieravo con questi aitanti “giovini” della mia rubrichetta Venere & Marte. In effetti non ho alcun titolo per scrivere del rapporto uomo/donna, salvo forse uno spirito di osservazione più alto della media e un vissuto sentimentale altrettanto più pesantuccio della media (il tutto rapportato chiaramente all’età e alla collocazione logistica, non ho certo la presunzione di estendere al mondo l’ambito di paragone).

Mi hanno confermato alcune cose che avevo ormai dedotto degli abitanti di Marte, di cui parlerò prossimamente. Oggi inizio col portare il mio personale contributo al problema comprensione. Mi è stato detto  che, sebbene alla fine di una storia per un uomo sia relativamente semplice analizzare a posteriori i comportamenti di lei, a priori è praticamente impossibile.

Uomini, mi dispiace per voi, dovrò darvi una delusione, non esiste una sfera di cristallo né un manuale d’istruzioni per capire cosa stiamo pensando. E’ difficile comunicare con l’altro sesso, perché è proprio un problema di differenza di linguaggio, come se doveste rapportarvi con uno straniero senza conoscere di che nazionalità sia, e senza che naturalmente lui capisca voi. Per fortuna però esistono i traduttori. Ed è sempre possibile imparare una terza lingua, comprensibile ad entrambi. Con il tempo poi gli accenti si perdono, fino a diventare quasi madrilingua, a patto che da tutte e due le parti ci sia volontà.

Mi è capitato spesso e volentieri di operare come traduttore, quasi fossi un terapista di coppia! Non so se alla fine il mio contributo sia servito o meno per gli altri, certo è servito a me per osservare le differenze.

E qui vorrei che mi ascoltassero le venusiane. Smettete di offendervi se, a parer vostro, lui non capisce i vostri stati d’animo, senza che voi gli spieghiate cosa state pensando. Non può fisiologicamente saperlo, perché i suoi neuroni hanno un moto opposto al vostro. Per cui, invece che piantare un muso lungo cinque giorni, provate a pensare se davvero avete dato segnali chiari, o se il dialogo si è invece consumato solo nella vostra testa.

Comunque il punto su cui tutte e due le fazioni dovrebbero lavorare è che, per quanto come ho detto sopra, sia possibile imparare la terza lingua, la difficoltà e il successo dell’operazione sono proporzionali al ceppo di cui si fa parte. Unico modo per essere sicuri del buon esito è scegliere un interlocutore almeno affine in qualcosa inizialmente, altrimenti ogni mediazione fallirà.

Buono studio del dizionario insomma!

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