Ed ho in mente te

Avete mai la sensazione che tutto quel che incontrate sul vostro cammino sembra stato messo lì appositamente per ricordarvi qualcuno, o qualcosa?

A me capita sempre.

Non ha a che fare solo con l’altra metà della mela, è un discorso che va più a fondo. Può riguardare anche la persona che più al mondo non sopportate, o una situazione che preferireste dimenticare.

Quando meno ve l’aspettate, quando i vostri pensieri sono rivolti a tutt’altro, eccolo lì. Un nome su un muro, un adesivo su un parabrezza, un cartellone pubblicitario, una canzone alla radio, una maglietta, una parola pronunciata da passanti.

E questo piccolo frammento finisce inevitabilmente per travolgervi, permeare di sè l’intera giornata. Forse anche insinuarsi di notte tra sogni altrimenti tranquilli.

Ricordo che lo scorso anno, partita per una vacanza cercando di cancellare un amore, sin dalla partenza ogni cosa mi parlava di lui. Persino sul dispositivo dell’aria condizionata in camera c’era impresso il suo cognome.

Non so se l’accorgersi di tutti questi dettagli dipenda dalla particolare sensibilità che in quei momenti abbiamo verso determinati input. Se il nostro cervello sia abituato a scremare tutti i segnali esterni senza registrarli e facendoci rendere conto solo di ciò che desideriamo vedere. O non vedere.

In questi giorni, in cui sono continuamente in apnea perché devo ancora abituarmi alla nuova dimensione, in cui tutte le mie energie dovrebbero essere rivolte alla strada, mi capita di perdermi per colpa di questi cartelli. Ed è incredibile come tutto poi slitti in secondo piano, come una parte di me continui a riflettere sul segnale, pur continuando a svolgere le abituali attività.

A volte mi piacerebbe che il mio spirito di osservazione si prendesse qualche giorno di ferie.

Technorati Tags: , , , , , ,