E nivon de dodg

Raccontare cos’è Cesena da una settimana a questa parte non è semplice. La nevicata, che descrivere eccezionale è ancora troppo poco, ha trasformato la nostra città. Tunnel scavati tra muri bianchi per riuscire a varcare i cancelli di casa, macchine sepolte, stalattiti e lastre di ghiaccio sui cornicioni, tetti che cedono sotto il peso di tonnellate di fiocchi. Abitazioni disperse, persone irraggiungibili. Frazioni senza luce e riscaldamento. Capannoni che crollano, serre distrutte. Per quanto fosse stato annunciato, nessuno di noi era preparato ad un simile evento. Nessuno forse poteva credere che sarebbe avvenuto. Si stava all’erta per affrontare giorni di disagi straordinari, la realtà però è ben peggio di quel che si poteva ipotizzare.

Ma Cesena ha risposto in un modo encomiabile. Non so in quante altre città dove tali condizioni atmosferiche non sono la norma (e in realtà gli stessi aiuti giunti da Bolzano si sono meravigliati perchè qualcosa del genere mai era accaduto neppure da loro), si potrebbe rispondere così.  Chi si lamenta ci sarà sempre, ma la maggior parte delle persone ha imbracciato le pale senza fiatare, e con forza si è messa all’opera. Cesena è un bel posto per vivere, è facile essere cordiali quando tutto va bene, non altrettanto facile esserlo in situazioni così estreme. E invece i cesenati hanno dato prova di grande solidarietà, aiutando i vicini, gli anziani, gli abitanti del proprio quartiere.

Credo che quasi in ogni famiglia si possa contare un gesto d’altruismo.

A distanza di anni, quando ricorderemo il nevone del dodici, racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti questi episodi. Io racconterò di mia mamma, che ha ospitato per la notte un camionista bloccato sull’ E45. Degli operatori del Bufalini, che hanno accolto entrambi i miei nonni, trasportati con due ambulanze all’ospedale, e di quanto abbiano tutti lavorato per fornire assistenza costante.  Delle infermiere degli altri reparti che si sono messe a disposizione al pronto soccorso. Dei vicini, che appena hanno visto le ambulanze, si sono offerti per pulire il tetto di casa. Dei genitori di Luca, che dopo aver visto la faccia dello spazzanevista della loro zona, distrutto per l’incessante lavoro, hanno capito che di più non poteva fare e la mattina dopo hanno portato viveri ai cantonieri.

E racconterò della mia camminata nella neve per andare a comprare una pala in ferramenta, perché con il trasloco recente non avevamo assolutamente pensato di procurarcene una prima. E di Luca, che ha tenuto la rampa dei garage del condominio pulita, nonostante fosse reduce da febbre e influenza. Racconterò dei giorni trascorsi barricati in casa, con l’unico spostamento in cinque giorni per fare un pochino di spesa, sperimentando ricette, facendo un puzzle, guardando film, perché in simili casi è necessario fermarsi, rimandare tutto il rimandabile, senza farsi prendere dalla smania di uscire per forza, per non intralciare il lavoro sulle strade.

Racconterò dell’ edicolante del mio nuovo quartiere, che ha sempre spalato l’ingresso e il pezzo di strada davanti al suo negozio. Racconterò dei miei compagni di viaggio sul tram, che quando il mezzo si è rotto ed è stato portato al deposito (fortunatamente il bus si è spento lì vicino) e ci hanno trasferito su un altro tram, hanno sorriso divertiti invece che arrabbiarsi, perchè tanto con questa neve si può solo prendere un ritardo con filosofia.

Racconterò di mio babbo, che a Bacciolino si è trovato ad affrontare ben due metri di neve, ma con la calma che lo contraddistingue ha commentato dicendo “tanto con tutto quello che hanno in freezer qui nel paesino si può sopravvivere per tre settimane”. Ci rivedremo dopo il disgelo. Racconterò di mia sorella, che per non rischiare di trovarsi bloccata in treno, come è successo a quei poveri passeggeri chiusi sette ore tra Forlì e Cesena, non si è messa in viaggio e non è tornata a casa, e sta vivendo questa nevicata eccezionale solo attraverso gli aggiornamenti, ma con il cuore costantemente qui. Racconterò dei nostri amici, loro figlio è nato in questi giorni di bufera, e quindi non potevo esimermi dal costruirgli uno “spazzanevone” giocattolo.

E racconterò del sindaco di questa città, lo hanno definito “ubiquo” ed è così.  Saperlo sempre presente, sempre a monitorare ciò che avveniva minuto dopo minuto, è stato di conforto e di esempio per molti cittadini.

Il meteo segnala altre nevicate per il weekend, non sappiamo cosa succederà, cosa comporterà il peso di neve ulteriore, cosa provocherà quando si scioglierà, come si potrà far fronte ai costi incredibili. Quanti danni ci saranno per le coltivazioni, quanti animali sopravviveranno Non lo sappiamo, ma una cosa è certa, Cesena sta dando grande prova di sè, e continuerà a farlo qualunque cosa accada.

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Trova le differenze

Soluzione: non ce ne sono.

Singolare che l’Ordine dei Giornalisti utilizzi per la sua rivista, e proprio nel numero in cui tratta del precariato dei pubblicisti (poco pagati, sfruttati, etc. etc.), una foto senza citare minimamente l’autore. Ora, capisco che la foto in sè non possieda un grande valore artistico, chiunque avrebbe potuto scattarla utilizzando un tesserino e una compattina o un cellulare, ma ha per me grande valore affettivo. Non mi sarei aspettata un compenso, come ho detto è uno scatto quasi banale, ma perlomeno un cenno all’autore o alla provenienza. Se è vero che i giornalisti nascono come watchdog del potere, dobbiamo diventare anche cani da guardia di noi stessi? Spero proprio di no.

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Il mio foglio da riempire

Questa sera si è avverato un sogno. Ho prodotto un foglio di carta.

foglio-luci1 

Che sogno bizzarro, penserete. Continue reading

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Bere o non bere? Questo è il problema

Sabato ero ad un dibattito tra i candidati a sindaco e gli organizzatori, Miz e Viaterrea, avevano preparato sui tavoli degli oratori bottigliette d’acqua particolarmente carine (ringrazio il candidato che mi ha prestato le mani per fare la foto) .

dscn2029

L’acqua di San Rubinetto

Mai come in questi mesi è stata al centro di discussioni, sicuramente amplificate dal periodo di campagna elettorale. Vi scrivo alcune informazioni di base per chi volesse sapere di più sul tema. Continue reading

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Romagna e Sangiovese

Niente paura, non ho iniziato una storia con l’alcol, sono sempre la Luci astemia di sempre. Il titolo è una canzone che mi è venuta in mente l’altra sera, in una cena con alcuni dei miei milioni di parenti. Di solito la fascia giovane della famiglia non presenzia quasi mai in queste occasioni, invece io vado sempre con gioia, mi piace ascoltare i loro racconti. Devo fare uno sforzo perché l’italiano è bandito, si discute rigorosamente in dialetto, ma ne vale la pena.

Dicevo, mi è venuta in mente questa canzone, e nello specifico la parte “la briscola e il tressette, si gioca all’osteria..”, perché alla cena segue sempre una partita a carte, nel più classico spirito romagnolo. Ed essendo in molti il gioco scelto è nel 90% dei casi “Bestia”.

Chiaramente io e la fortuna a carte siamo due universi paralleli, ben di rado vinco. Così come in tutti i giochi, la dea bendata nel mio caso va appositamente dall’oculista per essere certa di non colpirmi nemmeno per sbaglio. Però è divertente lo stesso, un momento goliardico per stare tutti insieme.

Invece, per lasciare un altro frammento di me, nei giochi dove è richiesta solo l’abilità me la prendo eccome se i miei compagni di squadra non si impegnano! Sono il terrore degli amici, so che dovrei prenderla più alla leggera, ma non ci riesco, in quei momenti divento una professoressa terribile, quella che mai vorresti trovare a scuola. Prometto che d’ora in avanti cercherò di esser più flessibile, il punto è che, come in tutte le cose che faccio, anche se so che non è importante vincere, nel caso di sconfitta vorrei fosse per supremazia dell’avversario, non per mia imperizia. 

bestia

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