Troppo rumore per nulla?

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Non posso fare a meno di scendere sul “caso San Domenico“, che, polverone o meno, castello in aria o di carta, sta riempiendo le pagine locali. Dato che la miccia della bomba esplosa porta la mia firma, sebbene fosse solo questione di giorni perché i genitori si stavano comunque muovendo per loro conto, e che in definitiva io ho solo raccolto una segnalazione, vorrei commentare le risposte della dirigente sugli interrogativi sollevati.

Anzi, in realtà non sarà un commento, non voglio entrare nella questione politica, non spetta a me farlo, nè ho interesse a farlo, vorrei solo a mia volta aprire nuovi interrogativi sul comunicato di replica, perchè non ho ancora ben capito alcune cose. Forse è un mio problema, e se qualcuno volesse illuminarmi, sarei grata, mia originaria intenzione era far luce sulla vicenda, e capire se fosse stata una scelta precisa raggruppare gli stranieri. Le considerazioni sul quanto sia giusto o meno competono ai partiti, che difatti non si sono lasciati scappare questa ghiotta occasione per scatenare un dibattito. Dibattito che spero non si quieterà una volta chiarito il caso in questione, e che spero uscirà dalla sterilità in cui sta scadendo, per trovare una giusta direzione comune su come gestire al meglio l’integrazione.

Vediamo di analizzare le risposte della preside. Continue reading

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Utopica Politica

Non è stato semplice scrivere il pezzo sul consiglio comunale pubblicato oggi nel Corriere. Perché è sempre difficile scegliere quanto entrare nel dettaglio, su certi comportamenti. Ero molto amareggiata giovedì sera, uscita dalla sala, e lo sono tuttora, non è questa la Politica per me. Ma è questa la politica del nostro paese, e inevitabilmente finisce per contaminare anche i consigli cittadini, sull’onda di quel che accade in parlamento.

Capisco che un tema come il ddl sicurezza possa accendere gli animi, dopo tutto esistono una destra e una sinistra proprio perché esistono differenze di vedute, e diverse scale di priorità. Ma questo non giustifica le accuse personali, gli attacchi gratuiti, i borbottii, le interruzioni agli interventi, i sorrisetti maligni. Si parla di rispetto dell’individuo, di diritti umani, e allo stesso tempo si scade in queste bassezze. Non mi riferisco a nessuno in particolare, né da una parte, né dall’altra, ma all’insieme dei consiglieri.

Mi piacerebbe, nel mio mondo ideale, che non si realizzerà mai, assistere a discussioni, a dialoghi, in cui la facciano da padrone i problemi delle persone. Dopo tutto è questo il punto: è solo un caso dovuto agli eventi del momento o una scelta voluta il privilegiare gli scontri verbali, facendo passare in secondo piano tutto il resto? Gli insulti sono una melina?

Voglio credere il meglio, come faccio sempre, ma non so quanto potrò ancora mantenere quest idealismo giovanile. Temo che presto verrà spazzato via dal cinismo, o forse, ma poi potrebbe essere la stessa cosa, da un crudo realismo.

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