Problemi al laboratorio?

Ho i nervi a fior di pelle da una settimana, da quando, giovedì pomeriggio, ho trovato nella cassetta delle lettere l’avviso che i miei ultimi esami del sangue presentavano un valore fuori norma. Se avessi potuto sarei corsa il giorno dopo a rifarli, ma per diversi motivi sono riuscita ad andare solo oggi.

La mia ansia aveva raggiunto livelli indescrivibili, perché potenzialmente potrei ereditare una valanga di malattie, il patrimonio genetico familiare non è dei migliori. Per la verità il valore in questione avrebbe dovuto essere superiore al riferimento, per essere primo sintomo di uno degli eventuali problemi (fra gli altri spinoso, ma per fortuna si può tenere sotto controllo), invece era più basso, cosa alquanto strana.

Comunque stamattina sveglia alle sei e mezza, e via all’ospedale. Cominciamo bene, computer bloccati, non riuscivano a caricare i miei dati. Però poi è giunto il momento del prelievo. Ho fatto qualche domanda, per distrarmi dall’ago, che non è di certo uno dei miei migliori amici, e la risposta è stata: «guarda, da quando mandiamo il sangue al laboratorio unico a Pievesestina, quasi tutti hanno avuto il tuo stesso valore sballato, tanto che a molti ormai non lo comunicano nemmeno, quindi sta tranquilla».

Questo mi ha un po’ rassicurato, spero proprio abbiano ragione, perché sino a quando non vedrò i risultati l’ansia non si placherà. Ma c’è comunque un dato allarmante, se ciò che mi è stato detto è vero, se i miei esami saranno a norma, il problema resta, vuol dire che il nuovo centro non funziona come dovrebbe.

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