Mio caro diario…

Stavo scartabellando tra i vecchi diari cercando un elenco dei miei compagni di terza media, che non ho trovato, ma in compenso ho trascorso un paio d’ore veramente incredibili a rileggere tutti i messaggi che mi sono stati lasciati.

E’ strano rileggere soprattutto quel che ho scritto io, è strano osservare parole proprie, che allora erano lo specchio di tutto il mio mondo, con gli occhi di oggi, dopo che tanta acqua è passata sotto i ponti.

Ed è strano ripensare ad alcune persone, un tempo così importanti ed oggi semplici amici, o addirittura nemmeno più nella cerchia. Ma così vanno le cose, così devono andare, direbbe qualcuno.

Sono curiosa di osservare le parole presenti con gli occhi futuri.

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Il passato è una terra straniera

Avevo promesso a me stessa che non mi sarei mai soffermata a pensare a ciò che è stato, né tantomeno ne avrei mai scritto. Per la verità è stata una promessa semplice da mantenere, considerando che da quando ho varcato quella soglia, ho cancellato in un attimo tutto il dolore, rimuovendo ogni ricordo. Tanto che, quando qualcuno a volte mi fa domande su quel periodo, impiego sempre qualche minuto per richiamare alla mente gli episodi. Strano, perché la mia memoria ha una capacità di immagazzinamento pressoché infinita, ogni dettaglio o parola, significativi o meno, restano impressi in maniera chiara, sembrano appena incisi.

Per quel che riguarda l’Innominabile invece, tutto assume una forma indefinita, come se il passato non fosse veramente esistito, come se invece che essere l’attrice protagonista, l’eroina, io fossi stata solo la spettatrice di un film muto, senza colori.

La mia vita era questo, un grigio e pallido surrogato di quel che si può definire vita. L’ho incontrato a tredici anni, in un momento in cui tutte le colonne portanti mi si erano sgretolate attorno, e l’unico collante che in qualche modo riusciva a non far implodere il palazzo ero io. In queste rovine in cui ero costretta, lui aveva trovato un modo per farsi strada. Continue reading

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Punto.

Forse è passato davvero. Forse il punto interrogativo si è trasformato in un semplice punto. Sollievo e serenità.

E’ una settimana che mi accadono le cose più strane, non tanto se considero la piega che ha preso la mia vita negli ultimi tempi, ma più ravvicinate del solito l’una con l’altra. Credo che l’aver tradotto i pensieri in parole abbia messo in moto il meccanismo di pulizia. Non di cancellazione, questo è praticamente impossibile, tutte le esperienze, nel bene o nel male, entrano a far parte di noi in maniera indelebile. Per mia fortuna però, quando scrivo fine, lo è veramente. Continue reading

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Uomini fatevi avanti!

Negli ultimi tempi, sarà per la primavera che risveglia gli ormoni, o sarà perché quest’aria da giornalista rampante (!!!) induce le persone a raccontarmi la storia della loro vita senza che quasi io debba far domande, sono stata subissata di cronache di donne che mi raccontavano dei loro guai.

Comune denominatore era sempre “Ma dove sono finiti gli uomini veri? Dov’è finita la loro tanto decantata intraprendenza?”.

Perciò ho raccolto in un prontuario tutte le indicazioni che mi hanno dato, di quel che un uomo deve fare per approcciarle. Continue reading

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