Laureati in topolinologia

Questa mattina ho sentito in radio qualcosa a proposito di “lauree di topolino”, ammetto di non aver prestato particolare attenzione perchè stavo scrivendo, però adesso, ad articoli conclusi, mi è tornato in mente e ho provato a googlare l’espressione.

E’ stata coniata, se ho ben interpretato le notizie, nel 2007 dalla Taxpayers Alliance che aveva denunciato la presenza di addirittura 401 corsi di laurea in Gran Bretagna assolutamente inutili. Come “Avventure all’aperto con la filosofia”, “Scienza del surf”, “Management del golf”, “Studi su David Beckham”, “Creazione di pupazzi” e amenità del genere.

In Italia la situazione universitaria è naturalmente complessa, sono andata a prendermi il rapporto sullo stato del sistema redatto dal Ministero a dicembre. Non ho trovato l’indicazione del nome dei corsi, ma ho comunque dato un’ occhiata, in particolare alle tabelle del numero di immatricolati, per capire qual’è la composizione numerica dei corsi attivi. Il dato è relativo all’anno accademico 2007/2008.

Considerando i soli corsi aperti alle immatricolazioni, ovvero ai nuovi ingressi di studenti, si contano in totale 3.436 corsi di studio (3.134 corsi di laurea di primo livello, 269 corsi a ciclo unico e 33 del vecchio ordinamento ancora attivi). Tra questi corsi, ce ne sono 153 (pari al 4,6%) con 5 o meno immatricolati, e 202 (il 6,2%) aventi da 6 a 10 immatricolati. Quelli con un numero di immatricolati non superiore a 15 è al 17,7% (609 corsi su 3.436). Molti sono ad accesso programmato e tale percentuale si dimezza (8,8% ovvero 220 corsi su 2.514) non considerando i corsi ad accesso programmato a livello nazionale.

Ma quello che mi chiedo va oltre, mi piacerebbe capire non solo se esistano e quali siano i “Mickey Mouse degrees” nel nostro Paese (a dirla tutta mi spiace che Topolino venga usato come dispregiativo nel Regno Unito, io assocerei più un Paperoga, che peraltro ho sempre detestato), ma capire anche, all’interno dei piani didattici, quanti siano gli insegnamenti inutili.

Purtroppo ho idea che le intere popolazioni di Topolinia e Paperopoli non bastino a identificarli tutti…

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I Quartieri a Cesena – bis: giunta nuova, nuovo regolamento.

Nel maggio 2009 avevo scritto un lungo post per raccontarvi dell’iter amministrativo che ha preceduto l’approvazione del regolamento dei quartieri, necessario un adattamento per conformarlo alla finanziaria Prodi.

Dall’insediamento della nuova giunta Lucchi era di un anno il limite entro il quale convocare obbligatoriamente le elezioni per i nuovi organismi. A pochi mesi dalle regionali, il regolamento è tornato in commissione e quindi in consiglio, per poter organizzare le consultazioni in concomitanza del voto per il nuovo presidente dell’Emilia Romagna.

Prima di leggere i nuovi sviluppi sulla vicenda, suggerisco di rivedere il mio vecchio post, nel quale c’è anche un’ introduzione all’ argomento quartieri, istituzioni presenti a Cesena dal 1972.

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Veniamo adesso agli ultimi ragguagli.

A fine gennaio è stata presentata in commissione una proposta di delibera, e di nuovo si è tornati a discuterne il 2 febbraio; in seconda battuta sono stati approvati diversi emendamenti presentati dall’opposizione (8 dal Pdl e 1 dall’Udc). In sintesi, è stato cassato il voto ai sedicenni, incrementati i poteri a carico del vicepresidente, che sarà eletto tra i partiti di minoranza, e sul fronte stranieri -che tanto scalpore aveva sollevato- è stata ridimensionata la possibilità per gli extracomunitari di recarsi alle urne: non più senza vincoli come deciso lo scorso anno ma con la clausola della residenza da almeno 3 anni consecutivi.

Con questi accorgimenti l’opposizione si è dichiarata favorevole a votare l’approvazione, a patto che Continue reading

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