Doppio cartellino giallo, espulsi dal Parlamento

La notizia politica di oggi riguarda le dimissioni, da tempo paventate e dai più volute, della Binetti dal Pd. Non voglio entrare nel merito della vicenda in sé e delle sue motivazioni, nei prossimi giorni immagino che una valanga di commenti pioveranno al punto da sfinirci, e come al solito i problemi concreti verranno messi in secondo piano, se non sullo sfondo.

Quello che mi chiedo, e sul quale mi piacerebbe avere risposte è: vi sembra normale che un parlamentare possa dimettersi dal partito nelle cui liste è stato eletto e continuare il proprio mandato sotto un’altra forza politica?

E’ legale, la Costituzione prevede espressamente l’assenza di vincolo di mandato (art. 67), questo perché ogni parlamentare deve essere libero di votare per il bene del Paese, e di poter andar contro il partito qualora agisca per interesse. Tuttavia, nonostante troppo spesso la nostra suprema Carta venga bistrattata e non rispettata, credo che alcune riforme siano necessarie, per garantire una vera democrazia. I tempi in cui è stata redatta erano molto diversi, i principi cardine derivano da una strenua opposizione al credo fascista. Però alcuni articoli meriterebbero una nuova riflessione, alla luce della situazione attuale in cui versa questa Italia.

Nella fattispecie credo sia più giusto tutelare l’elettore, è molto diverso negare il voto ad una legge del proprio partito portando motivazioni specifiche, dall’uscire addirittura dal suddetto partito. Sembra che queste persone dimentichino un punto fondamentale: sono seduti in quell’aula perchè eletti sulla base di un piano programmatico presentato dal partito nel quale i cittadini si sono identificati. Se davvero sono convinti di possedere approvazione popolare personale, a prescindere dal simbolo sulla scheda, che si mettano in gioco e lo provino, dimettendosi e correndo poi nella successiva elezione.

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I Quartieri a Cesena – bis: giunta nuova, nuovo regolamento.

Nel maggio 2009 avevo scritto un lungo post per raccontarvi dell’iter amministrativo che ha preceduto l’approvazione del regolamento dei quartieri, necessario un adattamento per conformarlo alla finanziaria Prodi.

Dall’insediamento della nuova giunta Lucchi era di un anno il limite entro il quale convocare obbligatoriamente le elezioni per i nuovi organismi. A pochi mesi dalle regionali, il regolamento è tornato in commissione e quindi in consiglio, per poter organizzare le consultazioni in concomitanza del voto per il nuovo presidente dell’Emilia Romagna.

Prima di leggere i nuovi sviluppi sulla vicenda, suggerisco di rivedere il mio vecchio post, nel quale c’è anche un’ introduzione all’ argomento quartieri, istituzioni presenti a Cesena dal 1972.

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Veniamo adesso agli ultimi ragguagli.

A fine gennaio è stata presentata in commissione una proposta di delibera, e di nuovo si è tornati a discuterne il 2 febbraio; in seconda battuta sono stati approvati diversi emendamenti presentati dall’opposizione (8 dal Pdl e 1 dall’Udc). In sintesi, è stato cassato il voto ai sedicenni, incrementati i poteri a carico del vicepresidente, che sarà eletto tra i partiti di minoranza, e sul fronte stranieri -che tanto scalpore aveva sollevato- è stata ridimensionata la possibilità per gli extracomunitari di recarsi alle urne: non più senza vincoli come deciso lo scorso anno ma con la clausola della residenza da almeno 3 anni consecutivi.

Con questi accorgimenti l’opposizione si è dichiarata favorevole a votare l’approvazione, a patto che Continue reading

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Il giorno della Liberazione

Questo era un post preparato, perché fisicamente ora sono a Milano, partita ieri sera a far incetta di materiale da condividere in futuro. Tornerò appena in tempo per la rubrichetta del giorno della Luna.

Non potevo però abbandonarvi senza qualche riga, la Liberazione non può passare inosservata. Dato che il mio blog è principalmente a sfondo cesenate vi girerò i collegamenti di Memoteca.

Dal loro Fabebook:

La Memoteca è un progetto di educazione e comunicazione alla sostenibilità sul valore progettuale della memoria legata alla cultura popolare e alle culture migranti.
Non è ne un museo ne un deposito di storie, la Memoteca è un archivio vivo e dinamico, dove i documenti e le memorie “depositate” divengono strumenti per ulteriori processi di cambiamento rivolti allo sviluppo sociale, culturale e politico della comunità. Un archivio attivo che promuove il cambiamento del sapere e delle azioni a partire dalle scuole.
“…ogni essere umano è frutto della collettività in cui nasce e della storia che condivide con gli altri” – ha scritto il filosofo Fernando Savater, ed è da questa condivisione di storie che nascono i progetti della memoteca.

 
Video e approfondimenti sulla Festa della Liberazione, consigliati da un fondatore del progetto:

UNA DONNA DI NOME IRIS

“Iris Versari, contadina, medaglia d’oro della Resistenza, ha dato la vita per la Libertà il 18 agosto 1944, perché i giovani potessero crescere e studiare in un’Italia diversa e migliore“.


Video

Se oggi abbiamo una Costituzione e una democrazia è anche grazie al loro sacrificio… Video

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