Non è stato semplice scrivere il pezzo sul consiglio comunale pubblicato oggi nel Corriere. Perché è sempre difficile scegliere quanto entrare nel dettaglio, su certi comportamenti. Ero molto amareggiata giovedì sera, uscita dalla sala, e lo sono tuttora, non è questa la Politica per me. Ma è questa la politica del nostro paese, e inevitabilmente finisce per contaminare anche i consigli cittadini, sull’onda di quel che accade in parlamento.
Capisco che un tema come il ddl sicurezza possa accendere gli animi, dopo tutto esistono una destra e una sinistra proprio perché esistono differenze di vedute, e diverse scale di priorità. Ma questo non giustifica le accuse personali, gli attacchi gratuiti, i borbottii, le interruzioni agli interventi, i sorrisetti maligni. Si parla di rispetto dell’individuo, di diritti umani, e allo stesso tempo si scade in queste bassezze. Non mi riferisco a nessuno in particolare, né da una parte, né dall’altra, ma all’insieme dei consiglieri.
Mi piacerebbe, nel mio mondo ideale, che non si realizzerà mai, assistere a discussioni, a dialoghi, in cui la facciano da padrone i problemi delle persone. Dopo tutto è questo il punto: è solo un caso dovuto agli eventi del momento o una scelta voluta il privilegiare gli scontri verbali, facendo passare in secondo piano tutto il resto? Gli insulti sono una melina?
Voglio credere il meglio, come faccio sempre, ma non so quanto potrò ancora mantenere quest idealismo giovanile. Temo che presto verrà spazzato via dal cinismo, o forse, ma poi potrebbe essere la stessa cosa, da un crudo realismo.
