Un cuore tra due guantoni

E’ l’una e mezza di notte, non riesco a dormire, troppa adrenalina. Questa sera abbiamo giocato la prima partita di campionato, stravincendola. Mille pensieri felici si accavallano, non sentivo il fischio dell’arbitro da più di un lustro, ed è uno dei suoni che più amo al mondo.

Il risultato, un ottimo 18 a 2. Peccato per non avere lasciato inviolata la porta. Devo fare un mea culpa sul primo gol subito, ho dormito di brutto, non me l’aspettavo proprio. Chiedo venia alle compagne, la prossima volta cercherò di essere ancora più concentrata, anche se paradossalmente è più facile per un portiere subire rete quando le avversarie non sono particolarmente competitive, perché si sottovalutano i loro movimenti.

Già che sono qui, scriverò qualcosina su questo ruolo meraviglioso: il goalkeeper. A differenza di chi non lo sopporta perché costretto magari per meno bravura ad essere relegato tra i pali, io non uscirei dall’area nemmeno per un ingaggio astronomico, i guantoni sono parte di me. Anche in questa lunga assenza dai campi continuavo a sentirmi portiere nel cuore. Continue reading

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Un pò di malinconia notturna

Un amico mi ha fatto notare come dalla malinconia scaturiscano le riflessioni più profonde. In effetti quando siamo felici tendiamo ad essere talmente presi dal sentimento di euforia da cancellare tutto il resto.

Questa notte invece sono particolarmente introspettiva, e non so nemmeno il perché sia presa da tal ansia. E’ come un stretta alle viscere, con fitte che mi colpiscono all’improvviso. Non capisco come sia potuta arrivare così, tutto d’un tratto, considerando che nelle ore precedenti ero invece entusiasta per le attività in programma ed elettrizzata da tanti progetti.

Forse è una sorta di compensazione, il mio io per tutta la vita era stato abituato a coesistere con la sofferenza, quasi rassegnato. E dato che in questi due anni, dopo aver preso in mano le redini con forza, ho ritrovato una Luci che credevo perduta o troppo lontana per raggiungerla di nuovo, che ogni minuto della giornata mi incontra con il sorriso, a volte l’io si ribella. Evidentemente è sconcertato e non si capacita di tutte le avventure incredibili che stanno capitando, per cui mi invia segnali sotto forma di quest’ansia improvvisa. Come volesse dirmi: Lu, fai attenzione, ti stai abituando alla nuova vita, ma ricorda che tutto può finire, la gioia è effimera. Io, tranquillo, lo so bene. Proprio per questo sono sempre così serena, nonostante alla fine ancora il futuro sia incerto. Sono serena perché adesso finalmente compio scelte per me stessa. Tagliando via con fermezza tutti i rami secchi che ostacolano il cammino. Chiamatelo egoismo se credete. Io preferisco definirlo amore per se stessi.

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