Il posto giusto

Irlanda, Ross’ Castle, una barca a remi sul lago, noi due soli in mezzo al blu.

“Questo è il posto giusto per chiedertelo. Vuoi sposarmi?”

Lacrime impossibili da fermare, e il cuore che esplode di felicità. Perché tu sei tutto quello che sognavo, e molto di più. Perché l’idea di trascorrere tutta la vita assieme rende migliore ogni attimo. Perché ogni momento con te è speciale, mai scontato. Perché è un amore delicato e passionale allo stesso tempo, romantico e divertente, profondo e leggero come le risate che fanno risplendere i tuoi occhi.

E il Claddagh Ring che mi hai regalato per suggellare la proposta è l’anello perfetto per noi. Amore, amicizia e lealtà.

Il posto giusto per me è dove sei tu.

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C’è una Bridget nascosta in ogni donna

Perchè le donne amano le commediole romantiche?

Nei giorni scorsi ho tentato di spiegarlo ad alcuni amici, per gli uomini è davvero un mistero comprendere come noi possiamo prediligere certi tipi di film. La stragrande maggioranza di loro, piuttosto che accompagnarci, preferirebbe correre la maratona di New York sotto la grandine. Quando riusciamo a convincerli e ci seguono recalcitranti al cinema è perchè probabilmente il rapporto è ancora nella sua prima fase e vogliono cercare di fare buona impressione. Oppure appartengono incredibilmente a quell’ 1,2% di marziani che si commuovono davanti ad una storia d’amore (ebbene sì, esistono, sono rarissimi ma esistono).

La risposta è molto semplice, Continue reading

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Il passato è una terra straniera

Avevo promesso a me stessa che non mi sarei mai soffermata a pensare a ciò che è stato, né tantomeno ne avrei mai scritto. Per la verità è stata una promessa semplice da mantenere, considerando che da quando ho varcato quella soglia, ho cancellato in un attimo tutto il dolore, rimuovendo ogni ricordo. Tanto che, quando qualcuno a volte mi fa domande su quel periodo, impiego sempre qualche minuto per richiamare alla mente gli episodi. Strano, perché la mia memoria ha una capacità di immagazzinamento pressoché infinita, ogni dettaglio o parola, significativi o meno, restano impressi in maniera chiara, sembrano appena incisi.

Per quel che riguarda l’Innominabile invece, tutto assume una forma indefinita, come se il passato non fosse veramente esistito, come se invece che essere l’attrice protagonista, l’eroina, io fossi stata solo la spettatrice di un film muto, senza colori.

La mia vita era questo, un grigio e pallido surrogato di quel che si può definire vita. L’ho incontrato a tredici anni, in un momento in cui tutte le colonne portanti mi si erano sgretolate attorno, e l’unico collante che in qualche modo riusciva a non far implodere il palazzo ero io. In queste rovine in cui ero costretta, lui aveva trovato un modo per farsi strada. Continue reading

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Il mio foglio da riempire

Questa sera si è avverato un sogno. Ho prodotto un foglio di carta.

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Che sogno bizzarro, penserete. Continue reading

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Le mezze mele

L’amore sa tollerare i difetti e guardare ai pregi come se non vedesse altro.

(Lucia Francini, 26 giugno 2009)

Andiamo bene, sono già arrivata alle autocitazioni… Sorvolando sull’ attacco di narcisismo puro, vorrei dire due parole due sul tema del “Quanto è giusto mediare, cercare compromessi, e a quale punto della storia invece è il caso di chiudere la porta?”. Continue reading

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Punto.

Forse è passato davvero. Forse il punto interrogativo si è trasformato in un semplice punto. Sollievo e serenità.

E’ una settimana che mi accadono le cose più strane, non tanto se considero la piega che ha preso la mia vita negli ultimi tempi, ma più ravvicinate del solito l’una con l’altra. Credo che l’aver tradotto i pensieri in parole abbia messo in moto il meccanismo di pulizia. Non di cancellazione, questo è praticamente impossibile, tutte le esperienze, nel bene o nel male, entrano a far parte di noi in maniera indelebile. Per mia fortuna però, quando scrivo fine, lo è veramente. Continue reading

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Il mio punto interrogativo

Non dovrei farlo. Dovrei lasciare questi sentimenti ben chiusi e al riparo. Continuare a soffocarli sperando che col tempo mi abbandonino. Ma non ci riesco. Anzi, quasi mi stupisco di me stessa, due mesi dall’apertura del mio spazio virtuale e non averne ancora fatto menzione, credo di aver resistito anche troppo. Oggi sento il bisogno di farli uscire. Prenderanno una boccata d’aria, li lascerò girovagare qualche giorno e poi li catturerò nuovamente. Continue reading

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Un pò di malinconia notturna

Un amico mi ha fatto notare come dalla malinconia scaturiscano le riflessioni più profonde. In effetti quando siamo felici tendiamo ad essere talmente presi dal sentimento di euforia da cancellare tutto il resto.

Questa notte invece sono particolarmente introspettiva, e non so nemmeno il perché sia presa da tal ansia. E’ come un stretta alle viscere, con fitte che mi colpiscono all’improvviso. Non capisco come sia potuta arrivare così, tutto d’un tratto, considerando che nelle ore precedenti ero invece entusiasta per le attività in programma ed elettrizzata da tanti progetti.

Forse è una sorta di compensazione, il mio io per tutta la vita era stato abituato a coesistere con la sofferenza, quasi rassegnato. E dato che in questi due anni, dopo aver preso in mano le redini con forza, ho ritrovato una Luci che credevo perduta o troppo lontana per raggiungerla di nuovo, che ogni minuto della giornata mi incontra con il sorriso, a volte l’io si ribella. Evidentemente è sconcertato e non si capacita di tutte le avventure incredibili che stanno capitando, per cui mi invia segnali sotto forma di quest’ansia improvvisa. Come volesse dirmi: Lu, fai attenzione, ti stai abituando alla nuova vita, ma ricorda che tutto può finire, la gioia è effimera. Io, tranquillo, lo so bene. Proprio per questo sono sempre così serena, nonostante alla fine ancora il futuro sia incerto. Sono serena perché adesso finalmente compio scelte per me stessa. Tagliando via con fermezza tutti i rami secchi che ostacolano il cammino. Chiamatelo egoismo se credete. Io preferisco definirlo amore per se stessi.

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Ai figli chi pensa?

 

In questi giorni, volenti o nolenti, siamo stati bombardati di notizie sul divorzio dell’anno. Al solito il Cavaliere si dimostra tutto fuorché tale, ma se non altro mi offre un pretesto per toccare un tema delicato.

Domenica ho partecipato ad un battesimo, ad un certo punto il sacerdote, per mettere in guardia i genitori sul difficile compito che li attende, ha detto: «Ora tutto è semplice, verrà il momento in cui il figlio vi darà proprio fastidio, ed è li che inizierà il vostro compito».

Io e la sister ci siamo contemporaneamente fissate con sguardo attonito. Avremmo tanto voluto dire a quel bimbo: «Ora tutto è semplice, ma verrà il momento in cui dovrai affrontare dolore e crescere, il momento in cui chi dovrebbe per sua natura essere il tuo sostegno, sarà forse la tua croce più pesante da portare».

Non voglio parlare di come sia possibile evitare un divorzio, entrerò in argomento più avanti, qui dico solo che spesso le storie d’amore sono vissute con puro egoismo, pensando alla propria soddisfazione personale, senza essere disposti a nessun sacrificio (peraltro, se il rapporto fosse costruito ma soprattutto mantenuto e alimentato giorno dopo giorno, la parola sacrificio non farebbe nemmeno mai comparsa). Oggi voglio parlare di quanto i figli siano sempre messi all’ultimo posto nella valutazione sul compiere o meno la scelta di separarsi. Anzi, spesso sono la scusa perfetta per agire: Continue reading

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Love Stories

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La domenica sta ormai terminando, prima che scocchi la mezzanotte inserisco un mini frammento (nei prossimi giorni molti ne seguiranno)  del weekend milanese. Ho parzialmente modificato la foto, in origine il testo dietro era più ampio e concercente l’ arredamento, essendo io stata alla settimana del Design. Però queste sono le parole che mi avevano colpito, sebbene totalmente avulse dal contesto. Perchè, nonostante tutto -la felicità di questa nuova vita, le nuove amicizie, il sentire di essere finalmente sulla strada per coronare i sogni d’infanzia- una parte di me è sempre alla ricerca. Se non dovessi trovare mai la persona giusta, complementare, starò sola, la prospettiva non mi spaventa. Semmai forse mi rende triste. Mi dispiacerebbe non incontrare un compagno con cui condividere sogni ed emozioni, a cui poter donare me stessa senza riserve, che apprezzi tutte le mie sfaccettature, perchè niente può riempire maggiormante l’animo umano quanto il sentirsi parte di legami indossolubili. Non vado oltre, il discorso meriterebbe un intero blog  e forse non riuscirei comunque a sviscerarlo del tutto, però sentivo la necessità di condividere questo pensiero. E per voi? Qual’è la speranza cui anelate nel profondo?

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