Piove sempre sul bagnato

Questa mattina ero a spasso con la sister e, tra una stranezza e l’altra, ci è capitato di conversare con una signora che condivideva la nostra fila. Mi fa sempre piacere scambiare qualche parola con perfetti sconosciuti, a volte si toccano argomenti veramente assurdi.

Oggi tema nazionalpopolare, ovvero i premi del Superenalotto.

 

superenalotto

(immagine originale qui)

E’ impressionante il jackpot che sarà messo in palio lunedì, record storico di 135,6 milioni. Abbiamo discusso di quanto sia poco sensato mantenere un primo premio così alto, invece che fissare un limite massimo e spalmare il resto sulle altre combinazioni, il che consentirebbe di cambiare davvero la vita di un numero elevato di persone.

In questi giorni la febbre sembra aver colpito tutti, più che l’epidemia suina: dai piccoli comuni che prelevano dalle casse comunali i soldi per le giocate sperando di risanare i bilanci, ai tabloid stranieri che regalano voli aerei per permettere ai loro connazionali di fare una scappata da noi a tentare la sorte. Anche chi ignorava il funzionamento del gioco, chi non aveva mai compilato una schedina, si sta facendo contagiare. Come se i premi ordinari fossero una sciocchezza…

La possibilità di azzeccare la sestina, giocando solo sei numeri, è 1 su 622.614.630, la giocata massima permessa è di 20 numeri, ovvero 38.760 combinazioni, e le possibilità aumentano, passando a 1 su 16.063, poco più di quella per il quattro, che si attesta sugli 11.000. Spesa per giocare 20 numeri, se una colonna costa 0,50 cent, è 19.380 euro.

Per mio conto, non ci penso minimamente ad andare in ricevitoria, fortuna e denaro sono due termini che non possono coesistere, se ci sono anche io nella stessa frase. Ma se cercassi la vittoria con tutte le mie forze e avendo disponibilità di molto liquido, come chi sta facendo investimenti allucinanti, opterei per un’ unica giocata da 20 numeri, studiando quelli maggiormente in ritardo sulle ruote i cui estratti andranno a comporre la sestina vincente. Non ho idea di quali siano le ruote suddette, se volete approfondire vi rimando alla pagina di wikipedia.

Però so esattamente cosa farei se avessi a disposizione 135 milioni di euro. E’ un sogno che coltivo sin da piccolina, e che anche i cittadini cesenati che leggono il Corriere dovrebbero ormai conoscere, dato che il mio desiderio campeggia tra le testine di pochi giorni fa, quando è stata effettuata l’inchiesta “come spendereste la vincita”.

Certo è che, alla fine della fiera, a vincere è sempre lui. Lo Stato guadagna più della metà degli euro incassati.

Mi sembra incredibile che debbano esistere giochi d’azzardo statali. Va bene regolamentarlo, e non proibirlo, il proibizionismo in questo caso farebbe più male che bene alimentando il mercato delle bische clandestine e dello strozzinaggio, con conseguente proliferazione di nuovi poveri causa debiti di gioco, ma nel mondo ideale che spesso menziono e che resterà mio volo pindarico, lo Stato dovrebbe essere separato da tutto quel che può generare problemi nella popolazione. Non tornerò sul tema tabacco, perché mi fa innervosire ancora di più.

Dunque, restiamo in attesa della rottura del montepremi, anche se è bene ricordare che piove sempre sul bagnato, ben poche sono le eccezioni.

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One thought on “Piove sempre sul bagnato

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