Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere

Utilizzo la formula di Sant’Agostino perchè la più nota sarebbe davvero paradossale.

Ho commesso un clamoroso errore di valutazione. Anzi, due. E, ancora più incredibile, in un sol colpo sono venuti alla luce entrambi. Non so nemmeno quale faccia più male.

In realtà i segnali c’erano da tutti e due i fronti, da tempo avevo diradato e raffreddato i contatti, per il sentore di una possibile delusione dopo aver già ricevuto punture fastidiose, ma l’amarezza è tanta comunque.

Per i fraintendimenti, le condanne senza processo, i pregiudizi, la presunzione di conoscere chi io sia e quindi il non curarsi del peso che le azioni possono avere sui miei sentimenti, il credere che la disponibilità e la gentilezza consentano di soprassedere sul rispetto, senza conseguenze nè reazioni dall’ altra parte.

Non sono comunque relazioni che dovevano resistere su lungo periodo, ma nel breve e medio avevano e hanno importanza.

Va bene così, anche se non va bene affatto. Se è vero che i momenti difficili mostrano la reale sostanza delle persone, di questi momenti farò tesoro. Non dimenticando.

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