Aria Fresca? Aria Fritta

Non sono solita mischiare lavoro e personale, questa volta però, dato che è stata resa pubblica la mia vita, vita tra l’altro in cui non c’è proprio nulla da nascondere, farò un’ eccezione.

Seguo per lavoro, essendo io assunta dal PD di Cesena da oltre un anno, la campagna elettorale di Longiano, comune difficile, dalla storia complessa, in cui gli animi sono accesi oltre il dovuto. Perciò, esattamente come ho fatto in passato, ancora prima di gestire l’ufficio stampa del PD, nella mia veste di giornalista, e prima ancora, di cittadina che vuole informarsi, ho stretto contatti con i candidati, chiedendo anche l’amicizia via facebook ai membri delle varie liste.

Oggi, magia, un esponente e candidato consigliere della lista Aria Fresca, lista che si candida come l’antipolitica, la lista dei contenuti, al di fuori delle manovre di partito, mi ha citato pubblicamente sul suo profilo e sulla fanpage di suddetta lista. Qui sotto la screenshot che lo testimonia. Riporto anche la mia risposta, nel dubbio che possa venire cancellata, così ne resterà traccia.

Se questa è la maniera in cui decidono di impostare la loro campagna, beh, più che Aria Fresca, dovrebbero chiamarsi Aria Fritta.

Se questo è ciò che ritengono di “interesse pubblico”, nell’ipotesi in cui dovessero vincere, povero Longiano.

 

La mia risposta:

Non mi piace questo modo di fare politica, non mi piacciono le insinuazioni, i sottintesi maligni. Risponderò ad ogni tua domanda, e spero che, dal momento che hai scelto la via pubblica per interrogarmi, non cancellerai il mio commento, se non dovesse piacerti.

Il termine “amicizia” su facebook è relativo, significa “persona con cui sei in contatto”. Siete liberi di escludermi dalle vostre liste. Ovviamente, se lo farete, riterrò che a questo punto c’è qualcosa che deve essere nascosto. Se ho chiesto i vostri “contatti” è semplicemente per essere informata su cosa accade, dato che, per lavoro, mi capita di dover scrivere comunicati in replica a dichiarazioni postate via web.

Se controlli le pagine a cui sono iscritta, i gruppi politici sono i più disparati. Non ho nulla da nascondere, non credo sia un reato volersi informare seguendo personaggi che, in misura grande o piccola, possono definirsi “pubblici”. Sono una giornalista, per ogni elezione nazionale o locale mi sono comportata nello stesso esatto modo. Se tu lo consideri un voler “tenere d’occhio”, libero di pensarla così. D’altra parte mi sembra abbiate scelto la strada della diffamazione, piuttosto che della vera “aria fresca”, con contenuti concreti, quindi non mi stupisco di questa gogna mediatica, avvenuta senza nemmeno prima essersi preso la briga di chiedere a me personalmente.

Per quel che riguarda le altre domande:

1) Non ne ho idea, io LAVORO per il Pd, sono assunta con regolare contratto, e solitamente i dipendenti non fanno domande ai datori su come gestiscono le proprie risorse.

2) Idem come sopra.

3) Per lo stesso motivo di cui sopra, non so quali siano le scelte politiche, non facendo parte né della dirigenza, né della militanza. Posso dirti quello che suppongo, ovvero che l’unico simbolo vuole rappresentare la coesione ritrovata. Anche i sassi sanno quali sono i partiti che appoggiano Battistini, tanto più che nei comunicati si scrive di solito “sostenuto dal centrosinistra”, o anche, meglio, “sostenuto da PD etc. etc.”

Spero di essere stata esauriente, ad ogni modo potete farmi tutte le domande che volete.

Update 20/04

Questa mattina la storia ha trovato spero un epilogo. Il sig. Antolini mi ha rimosso dai contatti, come suo diritto e come avrebbe potuto/dovuto fare sin dall’inizio, invece di scatenare tanto rumore per nulla. Ha cancellato ogni traccia dei post incriminati, e perciò di tutti i commenti che sono seguiti (compresi attacchi personali assurdi). E infine sulla fanpage della lista civica, a nome della stessa, è comparso tale stato: “Avviso ai naviganti: chi volesse seguire le polemiche, queste proseguono sulle pagine di chi le ha create”. Forse mi sono sbagliata, non ricordavo di essere stata io ad aver iniziato tutto. Tant’è. Per quel che mi riguarda non scenderò più sull’argomento, dato che ho già espresso la mia opinione, sempre che naturalmente non mi si accusi di nuovo di qualcosa.

Note positive: le manifestazioni di solidarietà e gli apprezzamenti, ringrazio tutti. E un’ esperienza che è servita a forgiarmi per il futuro, se continuerò a lavorare in quest’arena, insegnandomi che troppe persone non guardano in faccia a nessuno per perseguire i propri obiettivi. Come qualcuno mi ha fatto notare, “sono finita in mezzo a battaglie di vecchia data, a scontri tra titani”. Bene, nel mio piccolo posso dire che non mi tirerò mai indietro davanti ad una battaglia, perchè quando si ha la coscienza pulita e si crede in ciò che si fa, niente può distruggerti.

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E nivon de dodg

Raccontare cos’è Cesena da una settimana a questa parte non è semplice. La nevicata, che descrivere eccezionale è ancora troppo poco, ha trasformato la nostra città. Tunnel scavati tra muri bianchi per riuscire a varcare i cancelli di casa, macchine sepolte, stalattiti e lastre di ghiaccio sui cornicioni, tetti che cedono sotto il peso di tonnellate di fiocchi. Abitazioni disperse, persone irraggiungibili. Frazioni senza luce e riscaldamento. Capannoni che crollano, serre distrutte. Per quanto fosse stato annunciato, nessuno di noi era preparato ad un simile evento. Nessuno forse poteva credere che sarebbe avvenuto. Si stava all’erta per affrontare giorni di disagi straordinari, la realtà però è ben peggio di quel che si poteva ipotizzare.

Ma Cesena ha risposto in un modo encomiabile. Non so in quante altre città dove tali condizioni atmosferiche non sono la norma (e in realtà gli stessi aiuti giunti da Bolzano si sono meravigliati perchè qualcosa del genere mai era accaduto neppure da loro), si potrebbe rispondere così.  Chi si lamenta ci sarà sempre, ma la maggior parte delle persone ha imbracciato le pale senza fiatare, e con forza si è messa all’opera. Cesena è un bel posto per vivere, è facile essere cordiali quando tutto va bene, non altrettanto facile esserlo in situazioni così estreme. E invece i cesenati hanno dato prova di grande solidarietà, aiutando i vicini, gli anziani, gli abitanti del proprio quartiere.

Credo che quasi in ogni famiglia si possa contare un gesto d’altruismo.

A distanza di anni, quando ricorderemo il nevone del dodici, racconteremo ai nostri figli e ai nostri nipoti questi episodi. Io racconterò di mia mamma, che ha ospitato per la notte un camionista bloccato sull’ E45. Degli operatori del Bufalini, che hanno accolto entrambi i miei nonni, trasportati con due ambulanze all’ospedale, e di quanto abbiano tutti lavorato per fornire assistenza costante.  Delle infermiere degli altri reparti che si sono messe a disposizione al pronto soccorso. Dei vicini, che appena hanno visto le ambulanze, si sono offerti per pulire il tetto di casa. Dei genitori di Luca, che dopo aver visto la faccia dello spazzanevista della loro zona, distrutto per l’incessante lavoro, hanno capito che di più non poteva fare e la mattina dopo hanno portato viveri ai cantonieri.

E racconterò della mia camminata nella neve per andare a comprare una pala in ferramenta, perché con il trasloco recente non avevamo assolutamente pensato di procurarcene una prima. E di Luca, che ha tenuto la rampa dei garage del condominio pulita, nonostante fosse reduce da febbre e influenza. Racconterò dei giorni trascorsi barricati in casa, con l’unico spostamento in cinque giorni per fare un pochino di spesa, sperimentando ricette, facendo un puzzle, guardando film, perché in simili casi è necessario fermarsi, rimandare tutto il rimandabile, senza farsi prendere dalla smania di uscire per forza, per non intralciare il lavoro sulle strade.

Racconterò dell’ edicolante del mio nuovo quartiere, che ha sempre spalato l’ingresso e il pezzo di strada davanti al suo negozio. Racconterò dei miei compagni di viaggio sul tram, che quando il mezzo si è rotto ed è stato portato al deposito (fortunatamente il bus si è spento lì vicino) e ci hanno trasferito su un altro tram, hanno sorriso divertiti invece che arrabbiarsi, perchè tanto con questa neve si può solo prendere un ritardo con filosofia.

Racconterò di mio babbo, che a Bacciolino si è trovato ad affrontare ben due metri di neve, ma con la calma che lo contraddistingue ha commentato dicendo “tanto con tutto quello che hanno in freezer qui nel paesino si può sopravvivere per tre settimane”. Ci rivedremo dopo il disgelo. Racconterò di mia sorella, che per non rischiare di trovarsi bloccata in treno, come è successo a quei poveri passeggeri chiusi sette ore tra Forlì e Cesena, non si è messa in viaggio e non è tornata a casa, e sta vivendo questa nevicata eccezionale solo attraverso gli aggiornamenti, ma con il cuore costantemente qui. Racconterò dei nostri amici, loro figlio è nato in questi giorni di bufera, e quindi non potevo esimermi dal costruirgli uno “spazzanevone” giocattolo.

E racconterò del sindaco di questa città, lo hanno definito “ubiquo” ed è così.  Saperlo sempre presente, sempre a monitorare ciò che avveniva minuto dopo minuto, è stato di conforto e di esempio per molti cittadini.

Il meteo segnala altre nevicate per il weekend, non sappiamo cosa succederà, cosa comporterà il peso di neve ulteriore, cosa provocherà quando si scioglierà, come si potrà far fronte ai costi incredibili. Quanti danni ci saranno per le coltivazioni, quanti animali sopravviveranno Non lo sappiamo, ma una cosa è certa, Cesena sta dando grande prova di sè, e continuerà a farlo qualunque cosa accada.

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Trova le differenze

Soluzione: non ce ne sono.

Singolare che l’Ordine dei Giornalisti utilizzi per la sua rivista, e proprio nel numero in cui tratta del precariato dei pubblicisti (poco pagati, sfruttati, etc. etc.), una foto senza citare minimamente l’autore. Ora, capisco che la foto in sè non possieda un grande valore artistico, chiunque avrebbe potuto scattarla utilizzando un tesserino e una compattina o un cellulare, ma ha per me grande valore affettivo. Non mi sarei aspettata un compenso, come ho detto è uno scatto quasi banale, ma perlomeno un cenno all’autore o alla provenienza. Se è vero che i giornalisti nascono come watchdog del potere, dobbiamo diventare anche cani da guardia di noi stessi? Spero proprio di no.

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Ogni tanto i filtri vanno puliti

Fondamentalmente esistono due tipi di notizie, sfumatura più, sfumatura meno.

Ci sono quelle talmente esplosive da rimbalzare da una persona all’ altra, alimentando le conversazioni serali in famiglia, le chiacchiere da bar e da parrucchiere.

Un esempio su tutti l’attentato di ieri a Madonna delle Rose, in via Turchi. Un evento davvero incredibile per una città come Cesena, di cui si parlerà per un po’, sebbene il fatto, che avrebbe potuto assumere valenza ben differente vista la natura dei destinatari della bomba, sembri più un regolamento di conti personale che un attacco alla magistratura. Ce lo diranno le indagini.

Un ulteriore esempio di notizia che fa parlare (dato che, fatti salvi questo assurdo episodio e poco altro, la nostra è ancora una cittadina tranquilla e mediamente sicura, checché ne dicano certe persone), è la presentazione al pubblico dei progetti per Piazza della Libertà e per il Foro Annonario. Già in questi giorni i giornali sono dedicati quasi in toto alle polemiche “macchine sì- macchine no”, “grande distribuzione sì- grande distribuzione no” etc. etc., nei prossimi mesi non credo faranno eccezione, soprattutto quando effettivamente arriverà l’ordinanza di chiusura alle auto anche in piazza delle poste per dare inizio ai lavori. Il mio pensiero sul centro storico è noto, personalmente non vedo l’ora che entrambi i progetti siano realizzati.

Esiste poi un altro tipo di notizia, quella che leggi di sfuggita, o di cui guardi distrattamente solo il titolo, bollandola come minore e poco degna del tuo interesse, o al massimo, meritevole di un sorriso fugace o di una labile indignazione. Mi è capitato di provare tale labile indignazione esattamente ieri, leggendo dell’interpellanza di Franchini, consigliere comunale della Lega Nord. Oggetto: richiesta di chiarimenti al sindaco sull’aumento del costo del microchip per la registrazione all’anagrafe canina, passato da3 a10 euro. Franchini ha definito l’aumento un “salasso”, un “colpo civico a chi vuole adempiere all’obbligo”, addirittura un provvedimento che “rischia di disincentivare l’iscrizione obbligatoria all’anagrafe canina, incrementando i fenomeni di randagismo e di abbandono nella nostra città”. Credo che le citazioni si commentino da sole.

Lì per lì non ho dato particolarmente importanza alla notizia, mi sembrava una delle solite sparate buoniste della Lega per raccogliere facili e stupidi consensi (un altro esempio “carino” è su La Voce di oggi, a Savignano la Lega è in protesta perché alla tombola locale si diversificano i premi alimentari per  gli islamici, che non possono mangiare carne di maiale, permettendo così anche a loro di giocare. Eh già, davvero terribile…), per la quale un post sarebbe stato attribuirle troppa importanza. Se non ché ieri sera, non ricordo per quale motivo, forse la suggestione di qualche pubblicità in tv, mi è tornata in mente e l’ho raccontata a Luca, che ha alzato gli occhi al cielo e condiviso il mio “ma questi non hanno davvero niente di meglio da dire?”. Orbene, nulla di ancora degno di atterrare sui frammenti. Questa mattina però ho letto che Chesi, sul Carlino, ha risposto personalmente al consigliere. Ad un’interpellanza così insulsa, che si salva un pochino solo alla fine, quando Franchini chiede se l’amministrazione intenda dedicare attenzione alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema della registrazione dei propri cani, Chesi risponde politcally correct, sostenendo che ovviamente l’aumento non è rilevante, ma che Franchini ha comunque fatto bene a sollevare il tema.

Mah. E’ un metodo che non mi piace molto, fare pubblicità e salvare l’insalvabile, cercando uno spiraglio a tutti i costi, su qualcosa che non meriterebbe probabilmente nemmeno che se ne parlasse, se non per, appunto, dire: “ma non hanno altro da fare?”. Purtroppo capita spesso sui quotidiani, ed è un fair play estremo, se vogliamo usare un eufemismo, che davvero non mi piace. Vorrei che i redattori fossero liberi di dire ciò che pensano, invece che dover sempre applicare un filtro per ottemperare alla linea editoriale o alle buste paga di associazioni & co. Anzi, mi correggo, non ciò che pensano -perché la stampa dovrebbe essere imparziale, eccezion fatta per gli editoriali o i commenti-, ma ciò che è giusto e di buon senso. Tante volte l’ho fatto anche io, censurandomi perché la tal affermazione non si poteva riportare, tal altro fatto non si poteva menzionare, perché è così che funziona. Ma non dovrebbe essere così. Sarebbe bene pulire i filtri ogni tanto, altrimenti il lettore si intasa e poi il giornale finisce nelle acque nere.

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Fuochi naturali

Ho letto che sono state erogate diverse multe la sera del campionato europeo. Ora, non che io voglia fomentare le trasgressioni al codice e l’ infrazione delle regole, ma certamente le forze dell’ordine avrebbero potuto evitare di fare mera cassa, e lasciar correre tutte le situazioni che non comportavano un reale pericolo per gli utenti della strada. Lo sanno tutti, è ormai consuetudine, che si deve fare un pò di attenzione a transitare di lì in tali serate e magari scegliere percorsi alternativi, e non credo che per una singola serata i disagi siano stati così sproporzionati. Anzi, se per il bene (sì, perchè in questi tempi di magra, il divertimento sporadico non può che essere considerato bene) della città qualche residente deve per una volta adattarsi, non ci vedo nulla di così scandaloso.

Di solito il campionato europeo lo vivevo da operatrice, guardando lo spettacolo pirotecnico dal parterre, o da spettatrice, ma sempre all’interno dell’Ippodromo. Quest anno avevo un impegno con amici e quindi non c’era in previsione passare di lì. Ma la cena è finita un pò prima di quel che credevo così, dato che era nella nostra direzione per tornare a casa, io e Luca intorno a mezzanotte ci siamo avvicinati al ponte Europa Unita. Incredibile, era pienissimo di persone a piedi, sedute sulle panchine del lungo fiume, con i visi rivolti verso le luci, aspettando che si spegnessero per riempire di colore il cielo. Non avevo mai considerato che al di fuori della struttura potesse esserci un tale fermento. Presi dall’impulso abbiamo deciso di fermarci a guardare i fuochi anche noi, cercando un posticino tranquillo. Quasi impossibile trovare nei paraggi uno spiazzetto che non contenesse cittadini in attesa. Allora ci siamo uniti anche noi, lasciando la macchina quasi di fronte al Portico, e stazionando nel parco Ippodromo, assieme a coppie di giovani e anziani e famigliole con i bambini.

Alla fine della bella di mezzanotte  il cielo è diventato buio, per esplodere subito dopo in uno spettacolo di quasi mezzora. In alto fuochi artificiali, ma a terra  (ed è uno dei motivi per cui credo che sarà per me impossibile lasciare mai Cesena) una marea di cuori naturali.

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Cronache dalla cronaca

Leggere ogni giorno in toto i quotidiani locali è piuttosto formativo.

Non entrerò troppo nel dettaglio perché Cesena è piccola, i giornalisti sono pochi, i collaboratori non molti di più, e sarebbe alquanto semplice capire tra le righe per un addetto ai lavori. O forse anche per un affezionato lettore.

Detto ciò, qualche domanda retorica.

  • È possibile che l’esperienza consolidata, o meglio, l’essere da anni a libro paga, comporti il diritto di ergersi a tuttologi e padroni della Somma Verità?
  • È possibile che tale esperienza comporti il diritto di lasciare la buona educazione a prendere polvere, sommersa da pile di arroganza e menefreghismo?
  • Ed è possibile che penne di prima piuma possano utilizzare così indiscriminatamente il copia-incolla e scrivere articoli spazzatura e marchette a go-go senza che nessuno eccepisca? E che possano versare nel più assoluto qualunquismo?

Lo capirei molto di più in un giornale nazionale perché paradossalmente le firme restano sconosciute ai più, fatti salvi i grandi nomi, e davvero il giorno dopo la maggioranza delle pagine sono “buone solo per incartare il pesce”. Qui invece alcune puzzano già alla pubblicazione.

Forse sarò ancora troppo giovane e idealista, ma ho sempre creduto che la possibilità di vedere il proprio nome in calce ad un pezzo fosse un onore, e che per  rispettarlo l’obiettività, la serietà e la professionalità,  dovessero essere obbligo, ma è evidente che ho ancora molto da imparare.

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Centro anch’io

Sto preparando gli ultimi esami. Inizio a scrivere la tesi. Lavoro. Continuo a cercare casa, provando a non farmi distruggere il fegato dagli squali. Fegato già alquanto grosso perchè ormai non posso più gestire la soap. Perciò, se vedo, sento o leggo cose che mi fanno indignare o anche solo accendere qualche lampadina, non mi curo di loro ma guardo e passo, magari piazzandole da qualche parte nelle scatoline che abbiamo in testa, sperando di poterle ripescare poi. Capita però che la mia mente dia l’input lo stesso, e ogni tanto esco dallo specchio dell’osservatore ed entro nella stanzetta degli interrogatori. Ieri ho commentato uno stato su facebook e ne è scaturita una discussione, per cui, dato che ho già espresso il mio pensiero, lo copio-incollo anche qui, giusto per portare un contributo in quell’enorme calderone che è il dibattito sul centro storico, da qualche mese punto saliente della politica cittadina.

Come si può rilanciare questo benedetto centro storico? E’ poco frequentato perchè poco attrattivo? Bene, cos’è che lo renderebbe più attrattivo? Le iniziative? Invece che bisticciare sul nulla, perchè non ho sentito proposte serie su come riempire le piazze a bassi costi? E dire che ce ne sarebbero di eventi da poter creare. Ogni tanto io e Luca ne parliamo, lui è una fucina, a parte la mega idea del palio dei quartieri, che spero un giorno articolerà nel dettaglio e proverà a presentare, ce ne sono altre, di più piccole ma egualmente interessanti, come ad esempio il campionato di giochi da bar, tutto in un weekend.

Il problema sono invece i negozi? Il fatto che le persone non comprano più? C’è crisi, difficile ignorarlo, ma se andiamo più in là, perchè sempre meno persone acquistano nei negozi della vasca, che sono costretti a chiudere? Perchè i prezzi sono proibitivi. A costo di passare per superficiale, credo che la soluzione sia estremamente semplice: abbassare i prezzi dei prodotti. Sicuramente i cartellini esposti non invitano all’acquisto, soprattutto per i giovani. Vi assicuro per esperienza personale che non sempre un capo acquistato nel negozietto in resiste più di quello di grande distribuzione. In più conosco i prezzi dei prodotti all’ingrosso, i miei futuri suoceri hanno un negozio di abbigliamento (a proposito, parentesi pubblicitaria, sabato prossimo inaugurano i locali rinnovati, fate un salto se siete in zona Case Finali, li trovate in via Guarnieri vicino alla Fiat), e in molti casi è agghiacciante vedere quanto ricarico ci si faccia sopra. Casualmente nei giorni di mercato il centro invece è pieno, chissà come mai…

Sono alti perchè sono alti gli affitti? Bene, si abbassino anche quelli. Fino a quando i proprietari degli immobili non si renderanno conto che basso profitto è meglio di nessun profitto si continuerà a parlare del nulla sul centro storico. Le pive son poche. Indubbiamente l’affitto è solo una componente delle uscite che gravano sugli esercenti, e io non ho certo le competenze economiche per fare un’analisi completa. Ma vi posso dire che conosco commercianti che sarebbero stati ben felici di aprire il loro negozio in centro piuttosto che fuori come sono stati costretti a fare, a causa dei canoni di locazione inaffrontabili.

Il centro è deserto perchè non ci sono i parcheggi? Se davvero esiste un simile problema, è solo un problema di cultura, in nessuna città d’Italia si pretende di arrivare così a ridosso. Ma qui sì. Io uso la navetta dall’Ippodromo ed è molto comoda. In più ora ho acquistato l’abbonamento per un parcheggio in stazione, sono al massimo sette minuti a piedi dalla barriera. Si pensi a come cambiare la mentalità dei pigri cesenati invece che lanciare ipotesi visionarie di Piazza del Popolo trasformata in parcheggio… L’unico parcheggio che va garantito è quello per i residenti, perchè questo sì che è un problema, spesso non si acquistano immobili residenziali in zona perchè sprovvisti di posto auto o garage. E se la città si spopola, allora ben che potrebbero esserci guai più seri.

E poi è chiaro, il discorso si dovrebbe ampliare, dovrebbero essere fatte più campagne o iniziative per incentivare i mezzi pubblici, e la bici (tra l’altro mi sono appena accorta che domani c’è una pedalata cittadina, io purtroppo ho già un impegno e non andrò, ma la consiglio vivamente). Ma come spesso accade, si fanno tanti bei discorsi e tanti piani, poi quando si tratta di fare una piccola rinuncia personale, tutti fuggono. Io personalmente preferisco camminare qualche minuto in più, se so che mi aspetta la possibilità di trovare molte persone con cui fermarmi a fare due chiacchiere all’aria aperta e soprattutto la possibilità di comprare quel che mi serve senza dover donare un rene per farlo.

E soprattutto, perchè spesso si tende ad acquistare nei centri commerciali, tralasciando il discorso risparmio, che non è comunque di poco conto? Perchè sono aperti negli orari in cui le persone che lavorano non sono in ufficio. Io capisco il punto di vista dei piccoli commercianti, che hanno una famiglia e che vorrebbero giustamente trascorrere del tempo insieme ad essa. Il punto è che le cose cambiano. Se una volta uno stipendio era sufficiente per sopravvivere, oggi non lo è più, e se entrambi gli adulti in casa lavorano, a differenza di come poteva essere prima, con la mamma a far la casalinga, ora spesso non è più possibile fare spese negli attuali orari dei negozi. Quindi dovrebbero adeguarsi, ripensando interamente la tabella oraria. Gente, le cose cambiano, dobbiamo farcene una ragione. Anche a me piacerebbe essere al mare oggi, invece che in casa a studiare, ma lo devo fare. E non posso organizzarmi ritagliandomi tempo libero nel fine settimana, perchè al mio stato attuale, io non ho tempo libero, o meglio, ne ho davvero poco. Nel quale crollo distrutta a letto. Al punto che non vedo le mie amiche da mesi, salvo sporadici incontri, e al punto che ho dovuto sacrificare il calcetto. Però s’ha da fa, se ci si vuole costruire, o tentare di costruire, un futuro. Si fanno sacrifici. Non dovrà essere una ragazza di 25 anni a doverlo dire, su. Provate a tornare a darci il buon esempio, e forse dimenticheremo lo stato del paese che ci state consegnando. Ok, sto divagando, torno sul topic e chiudo.

Quest’analisi sarà superficiale, ripeto, ma prima di farmelo notare, portatemi un elenco di proposte concrete e reali alternative a ciò che ho scritto, e poi ne riparliamo.

 

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Cercasi nido a elle – L’amaro scherzo di Carnevale

E’ stato tutto talmente assurdo e veloce che va raccontato, altrimenti penserò di averlo solo sognato. Seconda puntata della saga, come prevedevo (mi sono tirata iella da sola…) gli innocui pesciolini tropicali si sono trasformati in squali voraci. Purtroppo lo hanno fatto proprio i pescetti più carini. Mi sembra giusto, Nemo docet, la luce attira Dory e Marlin, per poi trasformarsi nella tremenda rana pescatrice.

Cronistoria della vicenda.

Sabato, dopo aver già Continue reading