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6th September
2009
written by Luci

Era decisamente un bel pò di tempo che non mettevo piede al Manuzzi, credo almeno un 7/8 anni, se non ricordo male fu per una partita di beneficenza, nemmeno per una ufficiale.

Nella vita precedente a quella che ho rimosso avevo sofferto un intero campionato in Curva Mare, e poi ogni tanto sono tornata qualche domenica di straforo. All’attivo un’invasione di campo e una fuga dai lacrimogeni.

Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse fino a quando oggi non ho scorto da lontano i cartelli di blocco alle strade. Prima di ritirare l’accredito ho vagato un pò tra i gruppi di tifosi, ascoltato i discorsi dei nonnetti lì attorno e fotografato qualche striscione (spero questo sia un messaggio in codice che non capisco, perchè altrimenti è un errore colossale).

libertà violata

Poi sono entrata.

Un rapido salutino al vip che è riuscito ad annodarsi la cravatta, un abbraccio al mio fotografo preferito, un caffè in sala stampa ed era già ora del fischio d’inizio. Colpo d’occhio non indifferente, curva e distinti superiori praticamente pieni, ma in realtà me ne sono accorta solo a fine primo tempo. Perchè da quando il signor Candussio ha dato il via è sceso il silenzio, sentivo solo il battito del cuore.

curva e distinti

E’ per questo che evito di guardare il calcio in tv, mi immedesimo troppo, mi sale sempre un’ansia indicibile. Figuriamoci poi quando devo seguire i match degli amici, non potrei essere più stressata nemmeno se fossi in campo io. Ok, no, rettifico, quando in campo ci sono io neppure il cardiofrequenzimetro riesce registrare la velocità del muscolo rosso. Domani vedremo che combinerò nella partitella al primo giorno di preparazione, ammesso che il ginocchio me lo consenta e non faccia storie.

Tornando ad oggi, sono soddisfatta, se non contiamo i primi trenta minuti in cui il Cittadella si era mangiato una scorta di Duracell che per fortuna pian piano si è esaurita, e i nostri hanno iniziato ad ingranare. E a parte quel povero Fabio (non ho mai provato l’ebbrezza di un osso che fora la pelle ma so quanto faccia male un infortunio alla gamba, e quanto più di tutto ti distrugga psicologicamente, nonostante io non possa neanche immaginare come ci si senta quando si gioca per professione).

Una parata di Antonioli che metterei in cornice, e anche Giaccherini mi ha convinto abbastanza. Mio babbo mi ha detto che a novantesimo minuto hanno tessuto le lodi del marcatore della giornata, come potenziale stella futura, ma sinceramente non è che oggi mi abbia entusiasmato più di tanto. Va bè, una partita è una briciola, non posso di certo dar giudizi, dato che sono lontana dal Cesena Calcio da secoli, e devo recuperare una valanga di informazioni. Mi impegnerò, ho già i professori che mi attendono al varco, a fine campionato dovrò affrontare un’ interrogazione non da poco. Per ora dieci più a me, che finalmente sono tornata su quelle seggioline.

luci in tribuna stampa

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2 Comments

  1. cr
    07/09/2009

    Mi sembri una redattrice di Forza Cesena, il giornale più ricco di errori che si annoveri sulla faccia… degli stadi :-)

  2. [...] settembre avevo varcato, dopo anni, i cancelli del Manuzzi, e nel post di commento ho già dettagliato come vivo simili situazioni. Non sarò mai un vero tifoso ma li ammiro nella [...]

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