Com-pol

20th February
2010
written by Luci

In questi giorni le strade che circondano il centro storico, e non solo, sono tappezzate di manifesti elettorali, compresi i tanto famigerati 6×3. Pioggia permettendo credo che domani farò un giretto di perlustrazione per scattare qualche foto. I candidati investono molto per la campagna elettorale, e dedicano particolare attenzione alla scelta delle immagini e degli slogan. Soprattutto cercano di creare messaggi che non possano venire distorti.

Giovedì sera, nel Vox Populi, abbiamo assistito a vari tentativi di smitizzarli. In particolare il manifesto di Damiano Zoffoli è stato oggetto di frecciatine dagli avversari. Avevo già osservato le immagini, che devo ammettere mi avevano favorevolmente colpito per continuità grafica (chi progetta le sue campagne lo fa egregiamente -dalla zeta di zorro alle scarpe bucate ed ora i piccoli passi), quindi oggi vi ripropongo quella che ha scatenato Pdl e Lega.

Sullo slogan Nervegna e Morrone si sono sbizzarriti: “questa regione va a rilento, se facciamo piccoli passi non andremo da nessuna parte”. Studiando comunicazione politica mi sono chiesta spesso se fosse una mossa tattica intelligente cercare di screditare le immagini altrui, se questo non significasse dar loro in realtà più spazio: nel corso della trasmissione si è parlato in buona sostanza solo del cartello di Zoffoli, e giusto un accenno ad Alessandrini che era in collegamento telefonico, gli altri sono stati presi in considerazione solo di sfuggita. Peccato perchè molto ci sarebbe stato da dire su quelli di Pasini e Nervegna. Ve li inserisco.

Certo è che la personalizzazione della politica, che sia a livello nazionale o locale, è ormai processo inarrestabile e credo anche irreversibile.

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