Fuochi naturali

Ho letto che sono state erogate diverse multe la sera del campionato europeo. Ora, non che io voglia fomentare le trasgressioni al codice e l’ infrazione delle regole, ma certamente le forze dell’ordine avrebbero potuto evitare di fare mera cassa, e lasciar correre tutte le situazioni che non comportavano un reale pericolo per gli utenti della strada. Lo sanno tutti, è ormai consuetudine, che si deve fare un pò di attenzione a transitare di lì in tali serate e magari scegliere percorsi alternativi, e non credo che per una singola serata i disagi siano stati così sproporzionati. Anzi, se per il bene (sì, perchè in questi tempi di magra, il divertimento sporadico non può che essere considerato bene) della città qualche residente deve per una volta adattarsi, non ci vedo nulla di così scandaloso.

Di solito il campionato europeo lo vivevo da operatrice, guardando lo spettacolo pirotecnico dal parterre, o da spettatrice, ma sempre all’interno dell’Ippodromo. Quest anno avevo un impegno con amici e quindi non c’era in previsione passare di lì. Ma la cena è finita un pò prima di quel che credevo così, dato che era nella nostra direzione per tornare a casa, io e Luca intorno a mezzanotte ci siamo avvicinati al ponte Europa Unita. Incredibile, era pienissimo di persone a piedi, sedute sulle panchine del lungo fiume, con i visi rivolti verso le luci, aspettando che si spegnessero per riempire di colore il cielo. Non avevo mai considerato che al di fuori della struttura potesse esserci un tale fermento. Presi dall’impulso abbiamo deciso di fermarci a guardare i fuochi anche noi, cercando un posticino tranquillo. Quasi impossibile trovare nei paraggi uno spiazzetto che non contenesse cittadini in attesa. Allora ci siamo uniti anche noi, lasciando la macchina quasi di fronte al Portico, e stazionando nel parco Ippodromo, assieme a coppie di giovani e anziani e famigliole con i bambini.

Alla fine della bella di mezzanotte  il cielo è diventato buio, per esplodere subito dopo in uno spettacolo di quasi mezzora. In alto fuochi artificiali, ma a terra  (ed è uno dei motivi per cui credo che sarà per me impossibile lasciare mai Cesena) una marea di cuori naturali.

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