Leggere ogni giorno in toto i quotidiani locali è piuttosto formativo.
Non entrerò troppo nel dettaglio perché Cesena è piccola, i giornalisti sono pochi, i collaboratori non molti di più, e sarebbe alquanto semplice capire tra le righe per un addetto ai lavori. O forse anche per un affezionato lettore.
Detto ciò, qualche domanda retorica.
- È possibile che l’esperienza consolidata, o meglio, l’essere da anni a libro paga, comporti il diritto di ergersi a tuttologi e padroni della Somma Verità?
- È possibile che tale esperienza comporti il diritto di lasciare la buona educazione a prendere polvere, sommersa da pile di arroganza e menefreghismo?
- Ed è possibile che penne di prima piuma possano utilizzare così indiscriminatamente il copia-incolla e scrivere articoli spazzatura e marchette a go-go senza che nessuno eccepisca? E che possano versare nel più assoluto qualunquismo?
Lo capirei molto di più in un giornale nazionale perché paradossalmente le firme restano sconosciute ai più, fatti salvi i grandi nomi, e davvero il giorno dopo la maggioranza delle pagine sono “buone solo per incartare il pesce”. Qui invece alcune puzzano già alla pubblicazione.
Forse sarò ancora troppo giovane e idealista, ma ho sempre creduto che la possibilità di vedere il proprio nome in calce ad un pezzo fosse un onore, e che per rispettarlo l’obiettività, la serietà e la professionalità, dovessero essere obbligo, ma è evidente che ho ancora molto da imparare.