London calling

It’s time to go. 

Domani salirò sull’aereo (scherzetti dell’ultimo minuto dal vulcano permettendo) assieme ad altri 13 baldi emmemmepì, le elezioni politiche inglesi ci attendono!!! Ci sarà da divertirsi, considerando la recente incredibile ascesa del nuovo Colin Firth…

Cercheremo di raccontare su Codice pUK  gli spostamenti in diretta, ma l’agenda è fittissima, abbiamo una tabella di marcia che definire serrata sarebbe eufemismo…

Alla prossima settimana dunque, sempre che la BBC non decida di assumerci in blocco.. nel qual caso goodbye Italy! ;)

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Prima candelina per i frammenti!

Un anno esatto dal “Fiat Lux“.

Mi sembra sia trascorso un giorno e nello stesso tempo un intero secolo.

Dal taglio del nastro virtuale ad oggi tante cose sono cambiate, cresciute. Io sono cresciuta. Una cosa non è cambiata però, lo spirito con cui mi approccio alla tastiera per trasformare il pensiero in parola.

Grazie a tutti voi, che siete passati di qua anche solo per un momento. Grazie se vi siete fermati più di un attimo. Grazie se siete tornati a cliccare un frammento dopo l’altro. E grazie se avete lasciato un segno, di qualunque genere. Commenti carini o acidissimi. Messaggi pubblici o privati.

Questo blog è nato per tanti motivi. Su tutti, essere una finestrella di me, per aprire parte di quel che sono a chiunque pensi valga la pena andare oltre il vetro. A distanza di un anno i frammenti sono ancora tali in sè stessi, ma il quadro ha iniziato ad assumere forma.

La prima candelina si spegne con la certezza che diverse meravigliose persone sono andate oltre. Ed è il regalo più grande che potessi ricevere.

Con chi vuoi

Io non so cosa voglio.

Mi è stato detto che può succedere. Lasciar agire le lancette non è necessariamente un male. Non so quanto però possa essere utile se l’ingranaggio non si è messo in moto subito. Non so. E’ la prima volta che accade. Certo, ogni meccanismo è a sé stante, i paragoni non hanno ragione d’esistere.

Ma è anche difficile non cercare di vivisezionare la situazione. Io poi non ne riesco a fare a meno. Fa parte dell’indole femminile, in alcune più spiccata di altre. Nel mio caso lo è.

Forse tutto si riduce a quello che ci si convince di volere. Quindi non mi sono ancora convinta, potremmo metterla così. O mi sono convinta troppo, anche questa è un’ipotesi. Ci penso da quando si è formata la geometria. Il punto è che non sono certa di quale figura si sia formata. Non so darle un nome. Perché non è nulla di conosciuto. Forse è davvero un limite, che può solo tendere all’infinito, e non arrivare mai.

Mai, una parola che sono incline ad utilizzare spesso. Scelgo di lasciarla nel dizionario al momento. La sostituisco con un potrebbe. Starò a vedere, e per adesso seguirò il consiglio dei miei angeli blu.

Comunque vada, il tempo sinora scandito dalle lancette è stato assolutamente non sprecato.