
Questo post è dedicato alla mia sorellina.
Per alcuni aspetti non potremmo essere più diverse: io pragmatica e concreta, lei idealista e sognatrice; io introspettiva e restia a manifestare le emozioni, lei emotiva e appassionata quando si infervora; io intraprendente e vivace, lei timida e più riservata. Ma in realtà condividiamo gli stessi valori come il rispetto per l’altro, la serietà e l’impegno nell’affrontare ogni nuova prova -e la pigrizia quando invece siamo stanche!-. Tutte caratteristiche che ci hanno fatto guadagnare anni fa l’appellativo di “tipe da teatro”. Non era stato detto con le migliori intenzioni, anzi, ma noi l’abbiamo fatto nostro, integrandolo nel tempo con “e che investono nelle relazioni”.
Adesso quando ci presentiamo lo diciamo quasi sempre, per prenderci un po’ in giro da sole…
Per cui, se incontrerete per strada questo duo ( inevitabilmente lei verrà scambiata per la maggiore…) e lo sentirete pronunciare la frase «Ciao, siamo le sorelle Francini, tipe da teatro che investono nelle relazioni», sappiate che non siamo impazzite, stiamo solo facendo dell’autoironia.
Adesso complici, il passato poteva rischiare di dividerci, invece ci ha unito come forse mai saremmo state altrimenti. Lei sarà sempre un punto fermo nella mia vita, e io farò tutto ciò che posso per renderla felice e proteggerla dal dolore.
Sister, so che non te l’ho mai detto, ma tu conosci tutti i motivi. Lo faccio ora, scusandomi per arrivare così tardivamente. Ti voglio un bene enorme, e sono veramente orgogliosa di come sei diventata. La nostra conversazione estiva dello scorso anno, la sera del tuo esame di maturità, resterà per me scolpita come il tuo passaggio all’età adulta. Grazie per essermi stata vicino in questi anni difficili, io ci sarò sempre, qualsiasi cosa accada.
Sono sostanzialmente due gli argomenti (se escludiamo l’attuale momento di campagna elettorale) che riempiono con costanza le pagine dei nostri quotidiani locali, ovvero sicurezza e traffico. Potrei andare avanti ad oltranza a parlarvene, dato che nell’ultimo anno sono stata ad almeno un’assemblea pubblica a settimana in media. La scorsa estate avevo fatto il pieno con il bilancio partecipativo, presenziando in tutti i quartieri.


