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25th January
2012
written by Luci

Ho partecipato per lavoro all’assemblea nazionale del Pd che si è svolta a Roma il 20 e il 21. Di solito seguivo questo tipo di eventi in streaming o leggendo il flusso informativo social via Facebook o Twitter, per cui è con massima curiosità che mi sono seduta tra le file dei delegati.

Due giorni tra Europa e lavoro, questi i punti cardine del convegno. Non farò commenti sull’aspetto politico dell’evento, giornalisti ben più esperti di me ne hanno già sviscerato ogni aspetto.

Da un punto di vista comunicativo invece devo ammettere di essere stata sorpresa per l’ampia condivisione degli interventi minuto per minuto. Già da tempo seguo gli eletti del Pd via web, in particolare @andreasarubbi con #opencamera, @civati e @ivanscalfarotto, per citarne alcuni. Oltre a loro in platea c’erano però diversi giovani connessi che digitavano freneticamente: tweet divertenti, ironici, sagaci. Il tipo di politica che fa bene leggere. Alternavo tratti di scrittura cartacea a osservazione dell’hashtag #assembleapd, trending topic per i due giorni, e twittando un po’ a mia volta.

La sensazione che si prova è quasi di ubiquità, di condivisione di un mondo parallelo, segreto, che va ben oltre lo storify dei big del partito (io non avrei pubblicato in diretta le dichiarazioni laddove non compare la dicitura “staff” nell’account). Sguardi impassibili, nessuna espressione visibile, dita che corrono veloci su smartphone e tablet e un sorriso interno che solo chi condivide l’hashtag riesce a cogliere. Un sorriso interno che si propaga di tweet in tweet.

La stessa sensazione l’avevo avvertita partecipando alla Blogfest, ma in quel caso quasi me l’aspettavo essendo un raduno assolutamente nerd (benché molto diverso da come l’avevo immaginato, e più divertente), questa volta al contrario mi hanno stupito.

Persino gli interventi dei relatori sono stati in alcuni punti social, Scalfarotto su tutti, ma anche le battute sulla famigerata foto della birra, le presentazioni in accordo al leitmotiv della campagna di tesseramento, “la mia passione è” (anche sulla campagna credo che tutto sia già stato detto, sia sulla grafica che sulle affissioni abusive. Per mio conto ho chiesto lumi ai responsabili nazionali su alcuni punti che mi erano oscuri ed ho ottenuto un feedback, non me l’aspettavo. Credo sia un grosso problema del Pd l’incapacità di riuscire a comunicare un dato messaggio. A volte perché si ha il timore di prendere posizioni ufficiali, il che è un vero peccato, perché gli elettori delusi chiedono a gran voce coraggio. E a volte, non so per quale motivo, perché non si riescono a promuovere efficacemente documenti che già esistono e che la gente ignora, persino iscritti al partito stesso).

Nel mio bilancio finale ci sono cose che ho apprezzato, altre meno, altre che ancora non capisco e che sto cercando di decifrare, ma sono convinta che la socialpolitica sia un giusto mezzo di trasporto per raggiungere la direzione che tutti auspichiamo: più partecipazione dal basso per quella vera democrazia diretta che l’Italia meriterebbe.

E che forse gli italiani ancora non meritano, ma questa è un’altra storia, da #fantapolitica…

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23rd January
2012
written by Luci

Soluzione: non ce ne sono.

Singolare che l’Ordine dei Giornalisti utilizzi per la sua rivista, e proprio nel numero in cui tratta del precariato dei pubblicisti (poco pagati, sfruttati, etc. etc.), una foto senza citare minimamente l’autore. Ora, capisco che la foto in sè non possieda un grande valore artistico, chiunque avrebbe potuto scattarla utilizzando un tesserino e una compattina o un cellulare, ma ha per me grande valore affettivo. Non mi sarei aspettata un compenso, come ho detto è uno scatto quasi banale, ma perlomeno un cenno all’autore o alla provenienza. Se è vero che i giornalisti nascono come watchdog del potere, dobbiamo diventare anche cani da guardia di noi stessi? Spero proprio di no.

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12th January
2012
written by Luci

Fondamentalmente esistono due tipi di notizie, sfumatura più, sfumatura meno.

Ci sono quelle talmente esplosive da rimbalzare da una persona all’ altra, alimentando le conversazioni serali in famiglia, le chiacchiere da bar e da parrucchiere.

Un esempio su tutti l’attentato di ieri a Madonna delle Rose, in via Turchi. Un evento davvero incredibile per una città come Cesena, di cui si parlerà per un po’, sebbene il fatto, che avrebbe potuto assumere valenza ben differente vista la natura dei destinatari della bomba, sembri più un regolamento di conti personale che un attacco alla magistratura. Ce lo diranno le indagini.

Un ulteriore esempio di notizia che fa parlare (dato che, fatti salvi questo assurdo episodio e poco altro, la nostra è ancora una cittadina tranquilla e mediamente sicura, checché ne dicano certe persone), è la presentazione al pubblico dei progetti per Piazza della Libertà e per il Foro Annonario. Già in questi giorni i giornali sono dedicati quasi in toto alle polemiche “macchine sì- macchine no”, “grande distribuzione sì- grande distribuzione no” etc. etc., nei prossimi mesi non credo faranno eccezione, soprattutto quando effettivamente arriverà l’ordinanza di chiusura alle auto anche in piazza delle poste per dare inizio ai lavori. Il mio pensiero sul centro storico è noto, personalmente non vedo l’ora che entrambi i progetti siano realizzati.

Esiste poi un altro tipo di notizia, quella che leggi di sfuggita, o di cui guardi distrattamente solo il titolo, bollandola come minore e poco degna del tuo interesse, o al massimo, meritevole di un sorriso fugace o di una labile indignazione. Mi è capitato di provare tale labile indignazione esattamente ieri, leggendo dell’interpellanza di Franchini, consigliere comunale della Lega Nord. Oggetto: richiesta di chiarimenti al sindaco sull’aumento del costo del microchip per la registrazione all’anagrafe canina, passato da3 a10 euro. Franchini ha definito l’aumento un “salasso”, un “colpo civico a chi vuole adempiere all’obbligo”, addirittura un provvedimento che “rischia di disincentivare l’iscrizione obbligatoria all’anagrafe canina, incrementando i fenomeni di randagismo e di abbandono nella nostra città”. Credo che le citazioni si commentino da sole.

Lì per lì non ho dato particolarmente importanza alla notizia, mi sembrava una delle solite sparate buoniste della Lega per raccogliere facili e stupidi consensi (un altro esempio “carino” è su La Voce di oggi, a Savignano la Lega è in protesta perché alla tombola locale si diversificano i premi alimentari per  gli islamici, che non possono mangiare carne di maiale, permettendo così anche a loro di giocare. Eh già, davvero terribile…), per la quale un post sarebbe stato attribuirle troppa importanza. Se non ché ieri sera, non ricordo per quale motivo, forse la suggestione di qualche pubblicità in tv, mi è tornata in mente e l’ho raccontata a Luca, che ha alzato gli occhi al cielo e condiviso il mio “ma questi non hanno davvero niente di meglio da dire?”. Orbene, nulla di ancora degno di atterrare sui frammenti. Questa mattina però ho letto che Chesi, sul Carlino, ha risposto personalmente al consigliere. Ad un’interpellanza così insulsa, che si salva un pochino solo alla fine, quando Franchini chiede se l’amministrazione intenda dedicare attenzione alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema della registrazione dei propri cani, Chesi risponde politcally correct, sostenendo che ovviamente l’aumento non è rilevante, ma che Franchini ha comunque fatto bene a sollevare il tema.

Mah. E’ un metodo che non mi piace molto, fare pubblicità e salvare l’insalvabile, cercando uno spiraglio a tutti i costi, su qualcosa che non meriterebbe probabilmente nemmeno che se ne parlasse, se non per, appunto, dire: “ma non hanno altro da fare?”. Purtroppo capita spesso sui quotidiani, ed è un fair play estremo, se vogliamo usare un eufemismo, che davvero non mi piace. Vorrei che i redattori fossero liberi di dire ciò che pensano, invece che dover sempre applicare un filtro per ottemperare alla linea editoriale o alle buste paga di associazioni & co. Anzi, mi correggo, non ciò che pensano -perché la stampa dovrebbe essere imparziale, eccezion fatta per gli editoriali o i commenti-, ma ciò che è giusto e di buon senso. Tante volte l’ho fatto anche io, censurandomi perché la tal affermazione non si poteva riportare, tal altro fatto non si poteva menzionare, perché è così che funziona. Ma non dovrebbe essere così. Sarebbe bene pulire i filtri ogni tanto, altrimenti il lettore si intasa e poi il giornale finisce nelle acque nere.

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2nd January
2012
written by Luci

Un anno incredibile. E’ l’aggettivo più calzante per descrivere i 365 giorni appena passati, faticosi certo, ma pieni di soddisfazioni enormi e permeati di felicità. Non la felicità di un momento, ma della certezza che la vita ha preso una svolta, che il karma ha deciso di restituire il sorriso ad un volto segnato da più preoccupazioni di quelle che la carta d’identità avrebbe dovuto e potuto sopportare.

Quattro anni fa ho fatto una promessa a me stessa, marchiando il mio corpo per non dimenticarla. Oggi posso dire che L è esattamente la persona che speravo diventasse. Con ancora qualche spigolo da smussare, qualche dettaglio da rifinire, ma nella sostanza una persona di cui sono fiera.

I ringraziamenti sono già stati consegnati, aggiungo che non si devono considerare esauriti per l’occasione, sono invece filo conduttore di questa rinascita.

Le tappe importanti raggiunte sono davvero tante, e adesso, quando la sera chiudo gli occhi abbracciata all’altra metà degli Elle, mi sento finalmente in pace. Non mi illudo di non dover più faticare, o soffrire, o arrabbiarmi, o toccare picchi eccessivi di stress, o piangere. Ma quando accadrà, sarò pronta ad affrontare le nuove sfide.

Questo è il mio proposito per il 2012, e per tutti gli anni che verranno, non permettere più a nulla e nessuno di farmi scrivere la L in minuscolo.

9th November
2011
written by Luci

Adele in sottofondo, e fisso la pagina da un paio di minuti. Per questa sera forse smetterò di lavorare alla tesi, o forse proseguirò un altro po’. Non so, dipende da quanto reggeranno gli occhi. Sembra quasi che stia per spuntare una lacrima. Difficile reggere questo stress ancora per molto. Le ultime settimane sono state un continuo crescendo di impegni, di frustrazione, di nervosismo, di dolore, con picchi di felicità e la sensazione di speranza in sordina. E’ la corsa finale per il traguardo, poche pagine mi separano dalla rilegatura. Pochissime ore dalle chiavi del nostro nido. Pochissimi minuti dal rientro a casa dell’amore. Ma ci sono ancora tanti puntini di sospensione. Uno, il più grande, è in una camera di ospedale, di nuovo quella, e io mi auguro con tutto il cuore che non succeda nulla. Non so cosa darei per questo. Il secondo, riuscirò a rispettare la deadline? Spostarla in avanti, per quanto con solo pochi ritocchi da fare, renderebbe meno lieto il tanto sognato trasloco. E mi farebbe vivere il mese preferito con spirito decisamente diverso. Oltre a rimandare il piano di recupero. E poi, altri puntini, cosa succederà delle mie proposte? Ci sono tante speranze in ballo. E puntini su puntini, che ne sarà di tutti i noi? Possibile che non si rendano conto di cosa c’è sulla bilancia? Di quali possono essere i dirompenti, devastanti effetti che il default provocherebbe? Tanti interrogativi insomma. Li lascio qui, nel loro giusto luogo, che tanto mi ha dato e continua a darmi. Dopotutto l’11/11/11 è il giorno più fortunato. E quindi le risposte non potranno essere da meno. Spengo la musica, mi rimbocco le maniche, e riparto.

3rd October
2011
written by Luci

E spero di poter essere sempre il tuo Robin.

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27th September
2011
written by Luci

Tra pochi giorni sarò in quel di Riva del Garda alla Blogfest 2011… dovrebbe esserci free wi-fi quindi dovrei riuscire a fare un pò di liveblogging via twitter.

Domani si chiudono le votazioni.

 

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12th September
2011
written by Luci
5th September
2011
written by Luci

Ho letto che sono state erogate diverse multe la sera del campionato europeo. Ora, non che io voglia fomentare le trasgressioni al codice e l’ infrazione delle regole, ma certamente le forze dell’ordine avrebbero potuto evitare di fare mera cassa, e lasciar correre tutte le situazioni che non comportavano un reale pericolo per gli utenti della strada. Lo sanno tutti, è ormai consuetudine, che si deve fare un pò di attenzione a transitare di lì in tali serate e magari scegliere percorsi alternativi, e non credo che per una singola serata i disagi siano stati così sproporzionati. Anzi, se per il bene (sì, perchè in questi tempi di magra, il divertimento sporadico non può che essere considerato bene) della città qualche residente deve per una volta adattarsi, non ci vedo nulla di così scandaloso.

Di solito il campionato europeo lo vivevo da operatrice, guardando lo spettacolo pirotecnico dal parterre, o da spettatrice, ma sempre all’interno dell’Ippodromo. Quest anno avevo un impegno con amici e quindi non c’era in previsione passare di lì. Ma la cena è finita un pò prima di quel che credevo così, dato che era nella nostra direzione per tornare a casa, io e Luca intorno a mezzanotte ci siamo avvicinati al ponte Europa Unita. Incredibile, era pienissimo di persone a piedi, sedute sulle panchine del lungo fiume, con i visi rivolti verso le luci, aspettando che si spegnessero per riempire di colore il cielo. Non avevo mai considerato che al di fuori della struttura potesse esserci un tale fermento. Presi dall’impulso abbiamo deciso di fermarci a guardare i fuochi anche noi, cercando un posticino tranquillo. Quasi impossibile trovare nei paraggi uno spiazzetto che non contenesse cittadini in attesa. Allora ci siamo uniti anche noi, lasciando la macchina quasi di fronte al Portico, e stazionando nel parco Ippodromo, assieme a coppie di giovani e anziani e famigliole con i bambini.

Alla fine della bella di mezzanotte  il cielo è diventato buio, per esplodere subito dopo in uno spettacolo di quasi mezzora. In alto fuochi artificiali, ma a terra  (ed è uno dei motivi per cui credo che sarà per me impossibile lasciare mai Cesena) una marea di cuori naturali.

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29th July
2011
written by Luci

Leggere ogni giorno in toto i quotidiani locali è piuttosto formativo.

Non entrerò troppo nel dettaglio perché Cesena è piccola, i giornalisti sono pochi, i collaboratori non molti di più, e sarebbe alquanto semplice capire tra le righe per un addetto ai lavori. O forse anche per un affezionato lettore.

Detto ciò, qualche domanda retorica.

  • È possibile che l’esperienza consolidata, o meglio, l’essere da anni a libro paga, comporti il diritto di ergersi a tuttologi e padroni della Somma Verità?
  • È possibile che tale esperienza comporti il diritto di lasciare la buona educazione a prendere polvere, sommersa da pile di arroganza e menefreghismo?
  • Ed è possibile che penne di prima piuma possano utilizzare così indiscriminatamente il copia-incolla e scrivere articoli spazzatura e marchette a go-go senza che nessuno eccepisca? E che possano versare nel più assoluto qualunquismo?

Lo capirei molto di più in un giornale nazionale perché paradossalmente le firme restano sconosciute ai più, fatti salvi i grandi nomi, e davvero il giorno dopo la maggioranza delle pagine sono “buone solo per incartare il pesce”. Qui invece alcune puzzano già alla pubblicazione.

Forse sarò ancora troppo giovane e idealista, ma ho sempre creduto che la possibilità di vedere il proprio nome in calce ad un pezzo fosse un onore, e che per  rispettarlo l’obiettività, la serietà e la professionalità,  dovessero essere obbligo, ma è evidente che ho ancora molto da imparare.

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